Ticino
Imposta di circolazione, Dadò: “Timori per il 2024”
Redazione
28.09.2023 21:08

Foto: © CdT/Gabriele Putzu e Ticinonews
Il presidente del Centro teme un aumento che graverebbe sui cittadini. “Quando ci sono dei ritardi e si temporeggia, significa che sta arrivando qualcosa che non farà particolarmente piacere”.
Si torna a parlare di
imposta di circolazione. Come è noto, entro quest’anno il Governo dovrà
presentare i nuovi parametri di calcolo in vista del 2024. Oggi dalle colonne
della Regione il presidente del Centro Fiorenzo Dadò non ha nascosto le sue
preoccupazioni, esprimendo il timore che si faccia cassetta sulle spalle dei
contribuenti. “Ci sono aumenti in diversi ambiti”, dice Dadò ai microfoni di
Ticinonews. “In questo momento non si può aumentare neanche di un franco l’imposta
di circolazione, considerando che in Ticino l’auto non è un lusso, ma un
bisogno per la maggioranza della popolazione”. I fronti che preoccupano
maggiormente sono due: il primo, come detto, è che si voglia riaumentare l’imposta
di circolazione ai ticinesi. Il secondo “che non si voglia confermare la moratoria,
andando quindi a penalizzare in particolare gli anziani, i quali possiedono
auto vecchie e magari non dispongono dei soldi per comprare un veicolo nuovo”.
Il calcolo per il 2023
Facciamo un passo
indietro. Il calcolo che ha regolato nel 2023 l’imposta per le nostre auto, frutto
di anni di battaglie e compromessi, è differenziato in base ai cicli di
omologazione e comprende una tassa base di 120 franchi per tutti e un importo
legato a quanto inquina il veicolo. Non solo: nel 2023 le auto più vecchie (e
quindi più inquinanti) sono state graziate dalla famosa moratoria transitoria. Come
noto, tutto questo per il 2024 verrà rivisto nel ricalcolo che il Governo dovrà
presentare prossimamente.
I timori
Tornando al presente, l’impressione
di Dadò è che con la nuova formula il Governo potrebbe decidere di fare
cassetta. “Conosco queste procedure. Quando ci sono dei ritardi e si temporeggia,
significa che sta arrivando qualcosa che non farà particolarmente piacere”,
afferma il presidente del Centro. Tra tagli, preventivo e situazioni che si
creano a fine anno “succederà che verrà votato tutto in blocco. Noi comunque opporremo
resistenza e, se sarà necessario, chiameremo ancora una volta la popolazione a
votare”.
La replica di Gobbi
Insomma, per avere
risposte non resta che attendere: entro fine anno il Governo presenterà il suo
messaggio. Nel frattempo, a stroncare le polemiche ci ha pensato il consigliere
di Stato leghista Norman Gobbi. Da noi contattato, Gobbi ha detto che “così
come stabilito nel corso dei dibattiti parlamentari del dicembre 2022, il
Consiglio di Stato dovrà presentare un messaggio per la definizione delle
imposte di circolazione a partire dal 2024. Personalmente – se dovessi
commentare le dichiarazioni emerse dalla stampa - constato che c’è chi fa
campagna elettorale e chi deve lavorare”.

