Ticino
Imprese familiari, una colonna portante dell’economia ticinese
Redazione
10.05.2023 08:02

Sono circa 8'300 le aziende familiari attive in Ticino. Imprese che negli ultimi due anni hanno conosciuto una crescita della cifra d’affari.
"Siamo una colonna portante
dell'economia cantonale". Presentando fatti e cifre, l'Associazione
imprese famigliari Ticino sottolinea l'importanza del settore, confrontato
nell'immediato futuro con numerose sfide e alcuni cambiamenti, come quello di
presidenza. “Abbiamo mappato circa 8'300 aziende familiari e i risultati del nostro
osservatorio sono particolarmente positivi”, conferma ai microfoni di
Ticinonews il professore in Imprenditorialità e strategia d'impresa della Supsi
Carmine Garzia. “Si tratta di aziende che hanno generato ricavi per oltre 17 miliardi
di franchi e che hanno conosciuto negli ultimi due anni una crescita della
cifra d’affari “.
L’importanza di queste entità
Quelli citati precedentemente sono
numeri che fotografano lo stato di salute ma soprattutto l'importanza delle
imprese familiari ticinesi. “Se guardiamo i dati a livello federale, possiamo
dire che malgrado tutto l’economia sta in piedi grazie a entità semplici, mono
o bi-familiari, che portano avanti piccole attività e che in Ticino costituiscono un buon
10-15% del PIL cantonale”, spiega il fondatore dell'Associazione Flavio
Audermars.
Il cambio ai vertici
Proprio ieri, Audemars ha ceduto la
presidenza dell'associazione, che rappresenta oltre 90 imprese di famiglia di
tutti i settori economici, a Martino Piccioli, finora membro di comitato e a
capo del CdA della Plastifil di Mendrisio, azienda giunta alla sua quarta
generazione. Un passaggio di testimone che porta con sé diverse sfide. “Ci sono
vari aspetti, da quelli più generali a quelli che ci caratterizzano in maniera particolare:
il contesto familiare, il contesto di government all’interno della famiglia, e
la successione, che è sempre un momento critico”, afferma Piccioli. “Bisogna
poi cercare di dialogare in modo aperto con la politica, far conoscere ancora di
più le nostre realtà e le nostre specificità, perché ci sono aspetti, anche
fiscali, nel passaggio generazionale che a volte lo rendono difficile,
rischiando così di far perdere un’azienda sul territorio”.
Guardare al di là dei confini cantonali
Territorialità, ma non solo: contrariamente
a quanto si possa pensare, quello delle imprese familiari è un settore
particolarmente dinamico anche sui mercati nazionali e internazionali. Proprio
per questo lo sguardo deve andare anche al di là dei confini cantonali. “Abbiamo
visto quanto sia diventato difficile a livello internazionale, con le crisi
che si sono succedute negli ultimi tre anni”, prosegue Piccioli. Inoltre “le
condizioni cambiano continuamente. Rimanere quindi aggiornati e competitivi con
le condizioni quadro, per aziende come le nostre che si spostano meno facilmente
rispetto a gruppi grossi, è decisivo per la sopravvivenza”.
Un momento delicato
Per essere considerata "di
famiglia", un'azienda deve avere al suo attivo almeno la seconda
generazione. E più passano le generazioni, più aumenta il rischio di non
riuscire nella successione familiare. Un aspetto che per il professore Carmine
Garzia è motivo di preoccupazione. “Abbiamo tante imprese che si devono preparare
a fare il passaggio generazionale alla terza, che è quello più critico”, analizza
Garzia. “Siamo in una fase positiva, ma ci apprestiamo a confrontarci con un periodo
particolarmente delicato”.

