Gran Consiglio
Incidente di Gobbi, le bordate di Dadò in aula: «Arrecato un grave danno all’immagine delle istituzioni»
Red. Online
24.02.2026 18:24

Il presidente del Centro ha deciso di ritirare l'interpellanza con cui chiedeva lumi sulla vicenda, ma non ha utilizzato toni leggeri - «A distanza di 26 mesi, i dubbi rimangono tali e quali».
L’incidente che ha visto
coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi la notte del 23 novembre 2023,
lungo la A2 in zona Stalvedro, è tornato al centro del dibattito oggi in Gran
Consiglio. Il deputato centrista Fiorenzo Dadò, autore dell’interpellanza
«misterioso incidente, è abuso di potere?» con cui si chiedeva di spiegare i
contorni del sinistro, ha preso la parola, utilizzando toni decisamente accesi.
«Sono passati quasi due anni dall’inoltro dell’interpellanza. In questo periodo
sono scorsi fiumi di parole, dibattiti, supposizioni, un processo e una sentenza
che non ha convinto nessuno». L’atto parlamentare a cui il Governo «intende
finalmente rispondere, ha come oggetto un incidente il cui protagonista potrebbe
avere guidato l’auto in uno stato psicofisico non conforme alle norme previste
dalla Legge della circolazione stradale». Oggi, a distanza di 26 mesi, «il
dubbio rimane tale e quale, poiché questo accertamento non è stato fatto, esclusivamente
per delle negligenze che hanno portato, di fatto, il consigliere di Stato ad
essere favorito, così come è stato appurato dall’inchiesta e dal processo
penale».
«Grave danno all’immagine delle istituzioni»
La sentenza (che ha visto
prosciolti i due agenti dal reato di favoreggiamento, ndr) è cresciuta in
giudicato. Il caso «è da ritenersi dunque chiuso. Adesso c’è ancora da attendersi
un avanzamento di carriera per i protagonisti, così da completare l’opera di
credibilità della polizia», ha aggiunto Dadò. «A non essere archiviato è il
grave danno fatto all’immagine delle istituzioni. Danno che poteva essere facilmente
evitato se ci fosse stata quella trasparenza che viene spesso a mancare proprio
quando andrebbe ancor più ossequiata».
«Il 'metodo Gobbi' è noto»
Dadò ha poi proseguito con le sue stoccate: «Sembra non sia stato imparato niente dai vari scandali. Del resto, quello conosciuto come il 'metodo
Gobbi' è lì da vedere, così come i risultati che ha prodotto». Quando nel Dipartimento delle istituzioni «si
scoprì il traffico di permessi, in un dibattito televisivo paragonai Gobbi – per simile
atteggiamento – a capitan Schettino, date le sue dichiarazioni da scaricabarile
sul suo predecessore». A fine trasmissione «ricevetti un messaggio da Gobbi:
una foto ritraente un funzionario alle dipendenze
del DI che ricopriva anche il ruolo di presidente distrettuale in Riviera del partito che presiedo. Lascio
trarre a voi le similitudini del messaggio». Il granconsigliere ha poi mostrato un messaggio inoltratogli da un funzionario di polizia che definiva «Asilo Mariuccia» l’interpellanza oggetto della discussione odierna.
Ritirato l’atto parlamentare
Il presidente del Centro ha
poi aggiunto di aver inoltrato l’interpellanza in questione «solo dopo aver ricevuto
informazioni riservate che attestavano in modo evidente che qualcosa non era
funzionato. Oggi queste persone possono stare tranquille: il loro nome non lo
saprà mai nessuno. In conclusione, non sappiamo cosa ci racconterà il Governo,
ma dopo l’esperienza avuta in aula con la questione degli etilometri, vorrei
evitare che il danno che questa vicenda ha fatto alle istituzioni si prolunghi ulteriormente. Per questo
motivo, ritiro l’interpellanza e buonanotte al secchio».
Discussione chiusa
Vista l’assenza in aula di
Gobbi, il consigliere di Stato Claudio Zali, responsabile politico della polizia, ha
voluto ugualmente prendere la parola per rispondere. «Data la dura
requisitoria nei confronti di un consigliere non presente, credo non vi sia nulla
di male a rispondere alle domande contenute in questa interpellanza. Sono state
mosse accuse di comportamenti di favore, quando c’è stato un processo pubblico
per favoreggiamento, conclusosi con il proscioglimento delle persone
inchiestate». Il presidente del Legislativo Fabio Schnellmann, dopo essersi
consultato con i servizi del Parlamento, ha però replicato che «dato che l’interpellanza
è stata ritirata, il tema termina qua».
La replica di Gobbi
Assente in aula, Gobbi ha mandato una breve
presa di posizione a Ticinonews: «L’intervento del deputato Dadò si commenta da sé», ha scritto il consigliere di Stato. «Spiace che
l'Esecutivo non abbia potuto rispondere alle domande poste nell’atto
parlamentare». C'è stato poi un ultimo colpo di scena: la Lega dei Ticinesi ha depositato un'interrogazione che ricalca l'interpellanza di Dadò per dare modo al Governo di rispondere a quegli interrogativi a cui non ha potuto rispondere oggi.

