Bellinzona
Infermiere malate, "queste patologie non possono essere riconosciute come malattie professionali"
Redazione
03.05.2025 10:52

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Risposta negativa del Consiglio di Stato alla mozione dell'Mps che chiedeva di riconoscere il nesso causale fra i tumori contratti da sette ex infermiere del San Giovanni di Bellinzona e la loro attività di preparazione di farmaci anticancro.
“Queste
patologie non possono essere riconosciute come malattie professionali”. Così
si è espresso nel suo rapporto il Consiglio di Stato, invitando il Gran
Consiglio a respingere la mozione dei deputati Mps Matteo Pronzini e Giuseppe
Sergi ‘Le infermiere del San Giovanni meritano giustizia e dignità!’. Tale
mozione, lo ricordiamo, chiedeva di riconoscere il nesso causale fra i tumori contratti da
sette ex infermiere dell’ospedale San Giovanni di Bellinzona (alcune nel
frattempo decedute) e la loro attività di preparazione di farmaci anticancro quando le protezioni non erano efficaci come quelle di oggi.
Le richieste
Nello
specifico, Pronzini e Sergi chiedevano di “riconoscere come malattie
professionali le varie forme di cancro e malattie autoimmuni contratte nel
corso di questa vicenda dalle infermiere coinvolte”. Non solo: si chiedeva
anche di riconoscere alle vittime “tutti i diritti pensionistici spettanti a
chi ha contratto una malattia professionale e ad assumersi tutte le spese e gli
eventuali diritti pensionistici (in forma retroattiva) che spetterebbero alle
vittime nell’ambito delle disposizioni previste in questi casi dalle diverse
assicurazioni”.
La risposta
“Sulla
scorta degli approfondimenti espletati e in assenza di un nesso di causalità
tra l’esposizione ai preparati chemioterapici o ai prodotti di disinfezione e
le malattie contratte dalle ex collaboratrici, queste patologie non possono
essere riconosciute come malattie professionali”, ha risposto il Governo
cantonale.

