Casse malati
Iniziativa 10%, Rossi: "Il potere d'acquisto del ceto medio aumenterebbe"
Redazione
08.09.2025 18:38

Secondo l'economista, un "sì" alle urne avrebbe ricadute fiscali positive per il Cantone e per i Comuni. "Si spenderebbe maggiormente sul territorio a vantaggio di chi fa impresa e paga imposte in Ticino".
“L’iniziativa
socialista per il 10% è finanziariamente sostenibile”. Parola dell’economista
Sergio Rossi, che oggi a Bellinzona, insieme ad altri esponenti della società
civile, è sceso in campo a favore della proposta al voto il 28 settembre. “In realtà questa iniziativa costa 200-220
milioni al massimo, con ricadute fiscali positive per il Cantone e per i Comuni”,
spiega Rossi. “Aumenterebbe infatti il potere d’acquisto della popolazione del ceto
medio, che spenderebbe maggiormente sul territorio a vantaggio di chi fa
impresa e paga imposte in questo cantone”.
Le proposte
Le proposte sul
tavolo sono tre: una revisione al rialzo delle stime immobiliari - già prevista
e che farebbe incassare 40 milioni -, un aumento dell’aliquota sulla sostanza
dal 2,5 al 3,5% - 65 milioni, generati dai patrimoni superiori a 1,3 milioni -,
più 10% del coefficiente cantonale d’imposta (155 milioni di maggiore gettito
fiscale). Insomma, come
rimproverato ancora la scorsa settimana da Governo e poli urbani, con una mano
si dà e con l’altra si toglie? “Certo, pagare più imposte non lo si fa
volentieri, però magari si pagano 120 franchi d’imposta in più all’anno, ma si
ha un beneficio netto grossomodo di 2'000-3'000 franchi all’anno perché si hanno
diritto a sussidi che oggi queste persone non ricevono”, precisa Rossi.
Alcune cifre
Per fare alcuni
esempi, una persona sola con 52'000 franchi di imponibile pagherebbe 321
franchi in più di imposta con un beneficio netto di 1'079, una coppia senza
figli e un imponibile di 98'600 pagherebbe 646 franchi d’imposta in più con un
beneficio netto di 2'754, beneficio che salirebbe a quasi 4'000 franchi per una
coppia con un imponibile simile e due figli. Per chi invece
non sarà così, si dovrà solo pagare più imposte? "Per
una persona sola direi che a partire da 80’000-90'000 franchi di imponibile non ci sarà
alcun guadagno", risponde Rossi. Per una coppia sposata "è invece di 120-130'000 franchi la soglia oltre
la quale non c’è vantaggio. Chiaramente, per chi ha figli la soglia diventa
150'000 con un figlio, di 160'000 per chi ne ha più di uno. Ma sono somme
ragguardevoli che la maggior parte della popolazione in Ticino non guadagna in
un anno".
Crüzer: "Se aumentiamo il potere d’acquisto aiutiamo il territorio"
L’idea alla base
è dunque un finanziamento più sociale del premio, che già viene pagato. Per
Antonella Crüzer, segretaria generale di ACSI, gli effetti non saranno
devastanti come sostenuto dai contrari. Anzi, "se aumentiamo il potere d’acquisto dei ticinesi aiutiamo il territorio,
diamo più possibilità a questi consumatori di spendere sul territorio. C’è chi
ha avuto un aumento del 28% sulla polizza assicurativa e oggi paga 700 franchi
al mese di Lamal. Rendiamoci conto del peso sul Ticino", afferma Crüzer. Con il rischio,
fa notare il medico Anastasios Stathis, di rimandare cure e controlli. Al
di là del finanziamento, i contrari all’iniziativa però incalzano: il
problema alla base sono i costi sanitari. "Ci sono stati negli ultimi anni dei progressi straordinari in campo
medico e questo ha fatto aumentare tanto i costi", esemplifica Stathis. "Tutto questo però, per
contenere i costi sanitari, non avrà dei risultati immediati. Bisogna
sicuramente agire, ma in questo momento ci sono persone che fanno fatica a
pagare i premi di cassa malati".

