Gran Consiglio
Interventi più brevi? Passardi: "Disciplinano il dibattito". Padlina: "Limitazioni possono essere eccessive"
Redazione
05.12.2025 21:03

L'iniziativa che chiede di diminuire i minuti concessi a ogni deputato durante le sedute di Gran Consiglio non fa l'unanimità. Passardi (Plr): "La limitatezza crea una capacità di sintesi". Padlina (Il Centro): "Determinati oggetti comportano dibattiti importanti".
Non c’è deputato che non abbia avuto a che fare con la
campanella, anche perché in Gran Consiglio si parla tanto e sempre di più. Per
questo motivo un’iniziativa - che vede quali primi firmatari i deputati centristi
Giuseppe Cotti e Paolo Caroni - chiede di diminuire i minuti concessi a ogni
deputato. Si parla di portare gli interventi ordinari da 5 a 3 minuti, gli
interventi introduttivi su iniziative mozioni o risoluzioni da 10 a 5, i tempi
supplementari del presidente a 2 minuti, quelli per fatto personale a un minuto
e le dichiarazioni di voto anch’esse a un minuto. L’iniziativa ha diviso la commissione costituzione e leggi e i commissari si sono schierati così: Plr, Lega e Udc a
favore della proposta, a cui hanno suggerito solo alcune modifiche, e dall’altra
parte socialisti e verdi, che non vogliono inasprire ulteriormente i limiti di
parola. Il Centro porta invece un commissario a favore e uno contrario.
Passardi: "II Gran Consiglio non perde la sua essenza"
La prima domanda da porsi è: perché accorciare ancora dei tempi che in Ticino sono già
perimetrati? “Per creare un’efficacia maggiore all’interno
del Parlamento", risponde la deputata Plr Roberta Passardi, relatrice del rapporto di maggioranza. "Limitare i tempi di parola disciplina il dibattito; il Gran Consiglio non perde la sua essenza, ma se ne razionalizzano i minuti”. Proprio una
limitatezza nei minutaggi "crea infatti una capacità di sintesi". Secondo Passardi, non è la lunghezza dei dibattiti che può disciplinare ciò che è la democrazia
stessa. Inoltre, nel caso di concetti complessi da esprimere, "abbiamo aggiunto un capoverso che fornisce all'Ufficio presidenziale la possibilità di aumentare o diminuire il tempo concesso
ai relatori".
Padlina: "La situazione è diversa rispetto al passato"
Dal canto suo Gianlcua Padlina, granconsigliere centrista firmatario (con riserva) del rapporto di minoranza, si dice d'accordo sul fatto che il problema esista. Tuttavia "tempi di uno-due minuti non permettono di sviluppare argomentazioni
convincenti e di esprimere concetti complessi. Ho firmato
con riserva lo status quo, perché queste limitazioni diventano, nel caso di determinate tematiche, eccessive e svilenti delle discussioni in Parlamento”. Oggi, inoltre, "la situazione è diversa rispetto al passato:
abbiamo 12 partiti e dunque altrettante voci in che devono potersi esprimere. E ciò richiede tempo". Inoltre "determinati oggetti comportano dibattiti importanti e
il Legislativo è il luogo deputato ad accogliere queste discussioni, durante le quali bisogna sviscerare la
complessità dei temi”, conclude Padlina.
Il confronto tra Roberta Passardi e Gianluca Padlina andato in onda a Ticinoenws:

