Ticino
Israele-Palestina, il LAC e il concerto della discordia
Redazione
22.01.2025 07:01

Foto: ©Chiara Zocchetti
L'evento del 23 gennaio che vedrà la presenza dell'Orchestra Filarmonica Israeliana sta facendo discutere. Il coordinamento Pro Palestina ne ha chiesto invano l'annullamento e organizzerà un presidio.
Sono
sorte polemiche attorno al concerto previsto domani al LAC, dove andrà in scena
l'Orchestra Filarmonica Israeliana. Per il Coordinamento Unitario a sostegno
della Palestina, lo spettacolo non s’ha da fare. Con una lettera indirizzata ai
vertici del LAC e al Municipio di Lugano, l’organismo ha voluto esprimere
"seria preoccupazione per la pertinenza della proposta musicale”. Una
scelta giudicata "quantomeno inopportuna, se non immorale e giuridicamente
compromettente". La richiesta è quindi quella di annullare il concerto. Una
richiesta rispedita però al mittente. “L’abbiamo respinta sostanzialmente perché
siamo contrari a ingerenze di natura politica in un evento culturale”, spiega
ai microfoni di Ticinonews il presidente del LAC Roberto Badaracco. “Una volta
organizzato, uno spettacolo di tale importanza non si elimina. Siamo contro la
cultura della cancellazione”. Inoltre “non vogliamo diventare né oggetto né palcoscenico
di scontro a livello politico. La cultura non deve essere politicizzata e dunque
queste ingerenze non sono corrette”.
“Per noi si tratta solo di espressione artistica e musicale”
Argomentazioni che non hanno tuttavia
convinto il Coordinamento. Innanzitutto, perché il legame fra l'orchestra e il
suo direttore Lahav Shani con il governo israeliano sarebbe ben più stretto di
quanto i vertici del LAC vorrebbero far credere. Inoltre, il boicottaggio
culturale sarebbe tutt'altro che uno strumento controverso che alimenta
polarizzazioni, come sostenuto invece da Badaracco. “Più che boicottaggio è la
cancellazione della cultura, ovvero chiedere che certe espressioni artistiche
non vengano fatte per dei motivi attinenti alla politica”, precisa il vicesindaco di Lugano. “Per
noi, lo ripeto, si tratta solo di espressione artistica e musicale, tra l’altro
in un contesto importante come la Giornata della memoria, vincolata come un
momento di riflessione e confronto”.
"Mi dispiacerebbe se il concerto venisse strumentalizzato"
Infine, le rivendicazioni del
Coordinamento Pro Palestina stridono anche con ragioni contrattuali. “La programmazione
viene fatta diversi anni prima e quindi vi è anche una questione di mantenimento
di contratti e di penali”. Nonostante i pareri discordanti, il concerto è
dunque confermato, anche se sarà preceduto da un presidio organizzato proprio
sul piazzale del LAC. “Mi dispiacerebbe se questo concerto venisse
strumentalizzato per disturbare, forse anche per recare dei danneggiamenti e creare
scompiglio, perché la Giornata della memoria è un simbolo di pace con cui si
vuole creare unità tra le persone. Se la serata si dovesse trasformare in un
momento di divisone e lotta, mi dispiacerebbe moltissimo”, termina Badaracco.

