Politica
“JJ” Aeschlimann scende “in pista” per il Consiglio di Stato
Redazione
19.10.2022 07:14

Foto: © Maffi
L’ex giocatore e capitano bianconero sarà sulla lista PLR per il governo. “Voglio parlare anche a quella parte di cittadini che non vedono rappresentate le loro sensibilità a livello politico”.
Appesi i pattini al chiodo una
quindicina di anni fa, “JJ” Aeschlimann ha deciso di tornare in pista, questa
volta per giocarsi una partita politica: un posto in Consiglio di Stato. Lo farà
con la maglia del Partito Liberale Ticinese, per il quale è già consigliere
comunale a Lugano dallo scorso anno. Nella squadra liberale radicale, finora,
per un posto nell’esecutivo cantonale ci sono il consigliere di Stato Christian
Vitta e la capogruppo Alessandra Gianella. “Il senso della mia
candidatura”, spiega l’ora dirigente sportivo in un’intervista al Corriere del
Ticino, “è di parlare anche a quella parte di cittadini che non vedono
rappresentate le loro sensibilità a livello politico. Persone che magari hanno
perso fiducia nelle istituzioni”.
Nel mirino c’è il DECS
In caso riuscisse ad essere
eletto e potrebbe scegliere un Dipartimento, Aeschlimann ha le idee chiare: il Dipartimento Educazione Cultura e Sport. "Anche se ritengo che lo sport sia oggi un po’ sottovalutato. Basta guardare il sito del Cantone, poco spazio
è riservato a questo settore e lo dico pur essendo molto attento all’educazione e
alla cultura”.
I temi principali da trattare
“Energia e costi della salute
sono i due temi a cui i cittadini prestano più attenzione. Sono
favorevole alla deduzione fiscale dei premi di cassa malati, ma anche a livello
di miglioramento dei processi grazie alla digitalizzazione potremmo fare un
salto avanti nella giusta direzione. Quello energetico è un tema complesso,
occorre sì investire nel rinnovabile, senza dimenticare però che il nostro
benessere oggi non può fare a meno dell’energia nucleare”.
Il cambiamento che “JJ” vorrebbe portare alla politica
“La politica di oggi non compie
il passo e si ferma, oppure si arena alle soluzioni semplici e semplicistiche.
Soluzioni divisorie e che generano muri. Mi piacerebbe dare vita a una politica
che unisce e crea ponti. Sarà una frase fatta, ma da parte mia è autentica”,
spiega al CdT.

