Penuria elettricità
La bolletta energetica spaventa le aziende ticinesi
Teleticino
20.08.2022 08:03

La Vanini di Rivera è stata confrontata con un aumento di almeno il 30%. La direttrice: “Non possiamo sostenere questo aumento spropositato”. Altre aziende sono confrontate con lo stesso problema. Modenini: “Ci sono imprese che da 800 mila franchi di energia all'anno sono arrivate a spendere 6-7 milioni”.
Cresce
la preoccupazione tra le aziende ticinesi per l’aumento dei costi dell’energia.
Alla Sandro Vanini SA di Rivera l’aumento è stato di almeno il 30%. “Nel dopo
pandemia sono molteplici i fattori che ci stanno mettendo in difficoltà”,
racconta la direttrice Beatrice Fasana ai microfoni di Ticinonews. Anche altre
industrie si trovano confrontate con lo stesso problema. Con Stefano Modenini,
direttore di AITI, cerchiamo di capire come sta reagendo il settore e quali
sono le preoccupazioni maggiori.
La Vanini rinuncia al gas
L’azienda di Rivera si alimenta da una parte
ad elettricità e dall’altra a gas. E in un periodo in cui i costi stanno
esplodendo si trovano nuove soluzioni. “Il
contratto pluriennale per l'elettricità che avevamo si è concluso l'anno scorso
e abbiamo potuto chiudere con un nuovo contratto sui 4 anni, con un aumento del
30% della tariffa che già sembrava uno sproposito”, spiega Fasana. “Se adesso
guardo solo la parte energetica sul mercato libero siamo arrivati addirittura a
dieci volte”. L’azienda ha invece deciso di non rinnovare il contrattato per il
gas, il cui prezzo è quasi triplicato rispetto allo scorso anno. “Continua ad
aumentare, questo aumento spropositato non possiamo sostenerlo”, dice Fasana. Una
scelta, quella di rinunciare al gas, resa possibile dal fatto che l’azienda detiene
una caldaia che può andare sia a gas che a nafta. “Abbiamo deciso che, nonostante
il prezzo del gasolio sia aumentato (non come quello del gas), andremo avanti
usando gasolio per alimentare la nostra caldaia”, aggiunge la direttrice. “Oltre
ad avere degli aumenti di costo dobbiamo anche prepararci nel caso in cui ci
sia una diminuzione dell'erogazione di queste due risorse fondamentali”.
Possibili blackout e prospettive
L’impresa si sta preparando anche a far fronte
possibili blackout: “Stiamo pensando a dei generatori a gasolio per poter
almeno alimentare le nostre celle di congelazione e di refrigerazione. Abbiamo
un grosso valore di prodotti che devono essere tenuti a temperatura refrigerata
o congelata”. Se i costi aumentano, è difficile riversarli
sul prodotto finale. Il rischio è di ridurre i volumi. Ma quanto si può andare
avanti così? “Non molto”, ammette Fasana. “I programmi di risparmio
impatteranno molto sull’azienda. E dopo aver tagliato tutti i costi possibili e
immaginabili l'altro costo impattante è quello del personale. Bisogna vedere. Noi non abbiamo ancora fatto nessun
tipo di riflessione in questo ambito, abbiamo ancora sufficiente volume di
produzione e di ordini per andare avanti”.
Metà delle aziende in Ticino deve rinnovare i contratti l'anno prossimo
La Sandro Vanini non è l'unica azienda confrontata con questo tipo
di problema. Anzi. L'esplosione dei prezzi concerne praticamente tutte le
industrie. "C'è chi è messo meglio per quanto riguarda la fornitura di
elettricità se ha già rinnovato i contratti nel 2021 o quest'anno a condizioni
che oggi non sono più possibili”, spiega Stefano Modenini, direttore delle
Associazione Industrie Ticinesi (Aiti), intervenuto in diretta nel Tg di
Ticinonews. “Il timore è che la maggior parte delle imprese, almeno un 50%
delle aziende in Ticino, l'anno prossimo dovrà rinnovare i contratti e quindi
si troverà in una situazione molto difficile”.
Da 800mila franchi all'anno a 6 milioni
Già oggi lo scenario è preoccupante. Ci sono prezzi che sono
aumentati di 5-10 volte, sottolinea ancora Modenini. “Abbiamo dei casi di
aziende, anche di medie dimensioni, che prima spendevano 800 mila franchi di
energia all'anno e ora ne spendono 6-7 milioni”. E i rischi si fanno tangibili.
“Un'azienda che in poco tempo deve decuplicare la spesa per l'energia rischia
grosso perché non ha margini infiniti e non può ribaltare, se non parzialmente,
questi maggiori costi sul prodotto e sul cliente”
Una campagna sul risparmio energetico
Tra le ipotesi della Confederazione c'è il razionamento delle
forniture di elettricità. Modenini spiega che Aiti è in contatto con le
autorità federali e si stanno discutendo i vari scenari. Stando a Modenini a
fine agosto dovrebbe partire una campagna sul risparmio energetico. “Sarà
indirizzata soprattutto ai cittadini, però anche le aziende hanno bisogno di
sapere per tempo come comportarsi. Effettuare dei razionamenti di energia in un
impianto di produzione non è come farlo a casa propria: bisogna farlo con
determinate procedure e in anticipo”.
Gli atti concreti dei cittadini
Per Modenini il ruolo dei cittadini è fondamentale per scongiurare
eventuali blackout in futuro. “Il maggiore consumo deriva da lì, non certo da
chi fa attività economica”, sottolinea il direttore di AITI. “Sono i cittadini
i principali attori affinché questa situazione di possibili blocchi di
fornitura di energia non avvenga. Già solo responsabilizzarsi e cominciare a
diminuire la temperatura in casa di uno o due gradi porterebbe già a dei risparmi di almeno il 10% sui
costi energetici”. Modenini auspica inoltre che la Confederazione agisca “un
po' più velocemente rispetto a quello che abbiamo assistito fino adesso” e “si
dia da fare per sensibilizzare tutta la popolazione”.

