Voci natalizie
“La musica popolare ha sempre fatto parte della mia famiglia”
Redazione
29.12.2023 06:01

Carla Norghauer è la seconda ospite della puntata di “Non è sempre Natale”, durante la quale racconta la sua passione per la musica popolare, così come la sua vita professionale che l'ha portata ad essere la Carla che tutti conosciamo.
Il 2023, per Carla
Norghauer, fa rima principalmente con un particolare evento: la Festa federale
della musica popolare. E per renderle omaggio, la Signora della Domenica ha deciso
di partecipare alla seconda puntata di “Non è sempre Natale” indossando proprio il
colore simbolo dell’evento: il giallo. “Quattro giorni davvero indimenticabili.
Per questo motivo, di quest’anno, salverei assolutamente questa Festa”. Cercando
Carla Norghauer su Spotify è infatti apparsa una playlist caratterizzata principalmente
da canzoni popolari ticinesi.
Cosa rappresenta
per te la musica popolare?
“Pe me la musica rappresenta
sostanzialmente la mia famiglia. Io provengo da una famiglia di musicisti, mio nonno
era un polistrumentista e suonava il mandolino: lo strumento che maggiormente
ci rappresenta – anche a livello nazionale – perché si suona prevalentemente nella
Svizzera Italiana, in Canton Ticino. Quindi per me la musica popolare sono i
canti che facevo con mia nonna Iride, come le opere di Vittorio Castelnuovo. Però,
come detto, nella mia famiglia sono tutti musicisti, mentre io sono la classica
pecora nera che non sa neanche leggere un rigo. Ascolto qualunque tipo di
musica, ma ascoltare quella popolare per me è come leggere un libro di storia,
soprattutto quella che viene scritta o narrata come dalla Vox Blenii o dai Vent
Negru. Questo perché raccontano le storie dei nostri avi, degli
emigranti, delle stagioni che cambiavano, delle tradizioni…è davvero come
leggere un libro di storia. Però ascolto volentieri anche Nella Martinetti, con
testi incentrati sull’amicizia”.
Nel febbraio 2004
hai rilasciato un’intervista all’Illustrazione ticinese in cui dicevi “ascolto
molta musica, in particolare canti tradizionali popolari latino-americani”.
Quindi alla tua playlist vanno aggiunti anche questi brani?
“Sì, andrebbero
aggiunte una serie di cose. La playlist su Spotify mostra una Carla targata
unicamente TI, come la mia auto. Però credo che anche a livello internazionale ci
sia dell’ottima musica popolare, come ad esempio l’RnB negli Stati Uniti e
quella appunto latina, perché adoro la lingua spagnola. Aggiungerei anche Frank
Sinatra a quella playlist, quindi devo fare un po’ di ordine”.
Come hai fatto
a scoprire la musica popolare tradizionale latino-americana? Perché è sì in
spagnolo, ma uno spagnolo diverso.
“Io sono una
romantica e quindi mi piace molto la musica tradizionale, come quella dei Los
Panchos e dei Los Paraguayos. Canzoni che parlavano di amore puro, totale,
definitivo. Un amore eterno, ma anche un amore straziante, che racconta di
storie che finiscono. Tutte cose estremamente dolci e romantiche, che hanno in
più un sapore latino. Con questo non voglio dire che non ascolti, ad esempio,
Shakira o Jennifer Lopez, però preferisco chi interpreta le musiche del passato.
Come Gloria Estefan, che mi ha fatto scoprire Cuba grazie al CD ‘Mi tierra’, in
cui le canzoni raccontano tutte le storie e le difficoltà dei cubani che lei ha
reinterpretato”.
Allora andiamo
in Spagna: la tua altra più grande passione.
“Non so perché lo
sia. Io solitamente rispondo che probabilmente in una vita precedente fossi una
gitana spagnola. Infatti, ho la pelle un po’ ambrata e capelli e occhi scuri. Quindi
qualcosa da andalusa potrei averla. È comunque un popolo che mi piace molto, con
due soli focus nella vita: la fiesta e la siesta. Quindi, si lavora per vivere,
e non il contrario. A loro poi non importa il tuo status, gli importa solo che
tua sia una buona persona. Il detto ‘mi casa es tu casa’ è reale. Io potrei partire
stasera e suonare a sorpresa il campanello della mia amica a Tarragona e so che
lei sarebbe solo felice di accogliermi”.
Non hai mai
pensato di trasferirti definitivamente in Spagna?
“Le mie radici ticinesi sono forti. Sono ben radicata sul territorio,
quindi per il momento sono felice di fare su e giù tra il Ticino e la Spagna”.
L'intervista completa

