Vacanze
La Pasqua anticipata non frena il turismo in Ticino
Redazione
19.03.2024 13:31

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
La Pasqua, cadendo a fine marzo, anticipa lo sprint iniziale della stagione turistica, ma lascia anche aperte più opzioni ai vacanzieri. La percentuale delle prenotazioni, facendo una media regionale, al momento si attesta circa attorno al 40-50%.
Se le code chilometriche
del fine settimana che si è appena concluso sono un indice proporzionale di
quelle che si formeranno la settimana prossima in occasione delle vacanze
pasquali, il settore turistico ticinese non può che sorridere. Al momento, però,
la situazione nel nostro cantone, per quello che concerne le prenotazioni, è a
macchia di leopardo. “Potremmo forse dividere il Ticino in regioni” ci dice
Lorenzo Pianezzi, già presidente di HotellerieSuisse Ticino. “Quest’anno la Pasqua
è al 31 marzo e ci permette quindi di iniziare la stagione turistica prima
rispetto agli anni passati. Questo è un dato positivo”.
Ci sono strutture che già
registrano un’occupazione attorno al 70% e “penso siano quelle che hanno una
clientela molto tradizionale, mentre altre regioni non hanno ancora un’occupazione
così elevata, forse perché fanno capo a una clientela forse anche più
internazionale e, di conseguenza, si attende la meteo e di vedere cosa può succedere
a livello di animazioni”. Alcune prenotazioni “verranno fatte sicuramente all’ultimo
minuto”.
Il Locarnese come capofila
La percentuale più elevata
di stanze già prenotate e pronte ad accogliere i turisti pasquali riguarda per
ora il Locarnese, come ci conferma Lorenzo Studer, proprietario e gerente
dell’Art Hotel Riposo di Ascona. “Storicamente a Pasqua siamo sempre pieni e
penso che al momento le riservazioni siano al 70%”, afferma Studer. Il resto “andrà
nei prossimi giorni. Spaventa un po’ l’aspetto legato al traffico, ma penso che
in proposito le persone si siano ormai messe il cuore in pace”. Se Pasqua fa
dunque rima con arrivo dei turisti, ad essere cambiato nel tempo è il periodo
di permanenza. “Tanti anni fa la Pasqua comportava una settimana di vacanza,
mentre adesso il Ticino è diventato una meta un po’ più a corto termine, da giovedì
a lunedì”, aggiunge Studer.
La “concorrenza” della montagna
La Pasqua, cadendo a fine
marzo, anticipa lo sprint iniziale della stagione turistica da una parte, mentre
dall’altra lascia aperte più opzioni al turista. La percentuale delle
prenotazioni, facendo una media regionale, al momento si attesta circa attorno
al 40-50%. “Se guardiamo, ad esempio, il Luganese, l’occupazione non è ancora così
elevata e questo è probabilmente dovuto alla tipologia di clientela, che sta aspettando
di vedere la meteo e cosa succede in montagna”, riprende Pianezzi. “Non dimentichiamoci
che una Pasqua anticipata permette infatti di frequentare anche la montagna e
quindi non per forza il Ticino; c’è ancora molta neve, di conseguenza si può
optare sia per una destinazione cittadina ticinese sia per una località dove
poter ancora sciare”.
Previsioni positive
Nonostante le diverse
incognite, a partire anche dalla possibilità di un maggiore traffico stradale
nonostante l’aumento del traffico ferroviario e la meteo, si prevede una Pasqua
da incorniciare.

