Ticino
La sostenibilità aziendale passa anche dal 5G
Redazione
30.03.2023 08:05

Foto: ©Gabriele Putzu
La Svizzera negli ultimi anni ha perso terreno nella corsa al 5G. Secondo Stefano Santinelli di Swisscom, tuttavia, non tutto è perduto. “Non bisogna avere paura, è il futuro. Con il 5G si risparmiano risorse e si creano posti di lavoro”.
Il 5G, come è noto, è un
tema che divide. Basti pensare che oggi in Ticino ci sono 120 antenne bloccate
da ricorsi. Un’espansione che procede quindi a rilento, ma che Angelo Geninazzi
di CHANCE5G giudica “essenziale”. Ma a cosa sono dovuti questi dubbi? Da una parte
“c’è il timore per la salute, anche se ciò non è mai stato confermato da
nessuno studio”, afferma Geninazzi ai microfoni di Ticinonews. In secondo luogo
“vi sono delle preoccupazioni per quanto riguarda l’impatto ambientale. La piattaforma
CHANCE5G cerca di combattere tutto questo con fatti, cifre e approfondimenti
accademici”.
La Svizzera ha perso rapidamente terreno
Ed è stato questo
l’intento dell’evento organizzato da Swisscom insieme proprio a CHANCE5G, AITI
e Camera di Commercio: parlare di 5G e proiettarsi nel futuro. Oggi la
copertura in Svizzera è pari al 75%, con un utilizzo soprattutto per start-up e
settori molto specializzati. Correva l’anno 2018 e il nostro Paese era al primo
posto con la banda larga di telefonia. Oggi ci troviamo a metà classifica,
scalzati da molte nazioni. “La corsa è appena cominciata, si può ancora tornare
in vetta”, spiega Stefano Santinelli di Swisscom. “Ma questo implica accelerare
l’adozione della tecnologia e non spaventarsi facendo dei ricorsi contro le
antenne. Bisogna decidere se vivere con il telefonino oppure rinunciarvi”.
Il potenziale della tecnologia
Secondo Santinelli, il
potenziale del 5G è infinito, soprattutto sul tema della sostenibilità. “Solo
rimpiazzando le vecchie antenne con la nuova infrastruttura si parla di ridurre
di 600'000 tonnellate le emissioni di anidride carbonica. Ciò equivale ad
azzerare il consumo di 50'000 economie domestiche”. Vi sono poi dei benefici
indiretti. “Per quanto concerne ad esempio l’agricoltura, si potrebbero
utilizzare dei sensori che monitorano il livello produttivo e vanno a
intervenire in maniera mirata con diserbanti e additivi”, prosegue Santinelli.
“Dobbiamo seguire questa rapida evoluzione”
In prima linea, come
detto, anche AITI e Camera di Commercio: migliori condizioni quadro, nuovi
posti di lavoro e uno slancio innovativo, indispensabile per il mondo economico.
“Non siamo diventati lenti, è il mondo che è diventato veloce”, precisa Andrea
Gehri, presidente della Camera di commercio ticinese. “Non possiamo sottrarci a
questa evoluzione, la quale va evidentemente a una velocità molto rapida. Dobbiamo
assolutamente poterla seguire, poiché ne va della competitività della Svizzera,
del Canton Ticino e dei posti di lavoro”.

