Alptransit
L’allarme della ProGottardo: “Stiamo perdendo il treno”
Redazione
08.05.2023 20:30

Foto: © CdT/Gabriele Putzu
L’associazione ProGottardo mette in guardia circa il mancato completamento di Alptransit. Il copresidente Alex Farinelli: “Fermandosi a Lugano, l’opera non garantisce un collegamento tra frontiera e frontiera”.
Missione compiuta. Titolava così una settimana fa il
comunicato stampa delle FFS per annunciare lo scioglimento della Alptransit San
Gottardo SA, dato che l’opera del secolo è stata ultimata. “Quando l’ho sentito
sono caduta dalla sedia”, ha detto Giovanna Masoni, tra i membri fondatori
della ProGottardo, associazione che oggi ha indetto una conferenza stampa
d’urgenza per dire che “no”, l’opera non è ultimata, bensì “pericolosamente
incompiuta”. “Ad oggi è monca”, ribadisce ai microfoni di Ticinonews il copresidente
della ProGottardo e consigliere nazionale Alex Farinelli. “Fermandosi a Lugano
Alptransit non garantisce un collegamento tra frontiera e frontiera, e noi
sappiamo quanto sia importante per la mobilità che ci siano opere infrastrutturali
performanti, le quali devono però coprire tutto il territorio”.
Il nodo della questione
Il problema? Oltre Gottardo si ignora il fatto che
l’opera sia incompiuta e che per il Ticino ciò rappresenti un duro colpo. “Probabilmente
ci si è un po’ illusi che con il completamento del tunnel del Gottardo e del Ceneri
l’opera fosse conclusa, mentre invece non raggiunge ancora gli obiettivi che si
era prefissa, soprattutto quello di eliminare gran parte del traffico pesante
dalla strada spostandolo sulla ferrovia”, precisa Farinelli.
Bisogna agire in fretta
Oltre frontiera si procede invece spediti. Il
Parlamento italiano ha recentemente autorizzato la spesa di 22 milioni di euro
per la progettazione della linea ferroviaria Chiasso-Monza nell'ambito del
corridoio europeo Reno-Alpi. Nel pacchetto 2050, invece, il Consiglio federale
ha preferito puntare sulle tratte regionali, mettendo in secondo piano le
lunghe distanze. Per la ProGottardo è questo il momento in cui potenziare gli
sforzi affinché il Governo svizzero modifichi la pianificazione. Occorre però
procedere subito con uno studio di fattibilità. “Se non ci sono gli studi di
fattibilità, è certo che arriveremo nel 2025, quando il Consiglio federale presenterà
il nuovo pacchetto dopo il 2035, e noi non ci saremo”, conferma Remigio Ratti,
esperto di ProGottardo.
Branda: “Vogliamo che le merci pericolose passino attraverso la montagna”
Non ci saremo noi come non ci saranno le
circonvallazioni di Lugano e Bellinzona, che permetterebbero ai treni merci di
non passare dalla stazione. “Questo effettivamente è uno dei grossi temi”, spiega
il sindaco di Bellinzona Mario Branda. “Già oggi vediamo un trasporto molto importante
su ferrovia delle merci. Alcune di queste sono anche pericolose e attualmente passano
dal centro di Bellinzona”. Nei prossimi decenni questi trasporti aumenteranno
enormemente e, in prospettiva, “noi vogliamo che tali merci passino attraverso
la montagna, possibilmente in una nuova galleria, liberando peraltro degli spazi
ulteriori per il traffico passeggeri”.
Discussione a Berna
Tre due giorni la questione verrà discussa dalla
deputazione ticinese a Berna e dal Consiglio di Stato. “Ho chiesto che venisse
messo all’ordine del giorno anche questo tema, per far sì che si possa decidere
come portare questa tematica degli studi di fattibilità riguardanti le opere per
il completamento di Alptransit sul nostro territorio”, conclude Farinelli.

