Salute
Lanciata la campagna "Love Life" per il sesso sicuro. "Oggi c'è maggiore consapevolezza"
Redazione
26.04.2024 06:09

Secondo Vincenza Guarnaccia, coordinatrice di Zona Protetta, negli ultimi anni si sta sviluppando nella popolazione una certa attenzione verso varie malattie sessualmente trasmissibili. “Una volta si parlava solo dell’HIV".
Prende ufficialmente il via oggi la nuova campagna dell’Ufficio
della Sanità Pubblica che vuole prevenire l’insorgere di nuove infezioni come l'HIV/Aids, l’epatite B e C, e altre
patologie sessualmente trasmissibili come la sifilide. Ma qual è oggi il
grado di consapevolezza del rischio di malattie trasmissibili? Ticinonews ne ha
parlato con Vincenza Guarnaccia, coordinatrice di Zona Protetta.
"Si sta sviluppando una certa attenzione"
“La nostra percezione è che
soprattutto negli ultimi anni si stia sviluppando nella popolazione una certa attenzione
verso altre malattie sessualmente trasmissibili”, afferma Guarnaccia. “Una
volta si parlava solo dell’HIV, mentre oggi vediamo che nelle consulenze
anonime le domande vanno molto più su altri tipi di infezione e le persone si
sottopongono ai test. Abbiamo la sensazione che tutto sommato si stia assumendo
pian piano una consapevolezza rispetto a queste altre malattie”.
“Testare il più precocemente possibile”
La campagna mira anche a fare
in modo che entro il 2030 non vi siano più nuove trasmissioni di AIDS. “Noi
speriamo di riuscire a realizzare questo obiettivo, soprattutto cercando di testare
il più precocemente possibile le persone, perché questo è l’obiettivo: prima si
individuano nuove infezioni di HIV, prima le persone possono essere trattate, e
oggi sappiamo che chi vive con l’HIV trattata efficacemente non trasmette più
il virus”, prosegue Guarnaccia.
Un calo dell'attenzione?
Oggi grazie alla medicina l’HIV
fa un po’ meno paura e, forse per questo motivo, l’attenzione è calata. “Sicuramente
sì e forse era anche importante che accadesse, proprio per permettere di superare
lo stigma e le discriminazioni che per tanti anni hanno dovuto subire le persone
che vivono con l’HIV”, rileva Guarnaccia. “Certo, ciò può portare ad avere un
po’ meno attenzione ed è per questo che già da diversi anni noi come Zona Protetta abbiamo aperto a diverse infezioni sessualmente trasmissibili e abbiamo
cercato di parlare non solo di HIV, ma anche di queste altre infezioni”.
L'intervista completa:

