Società
L'appuntamento alle urne si avvicina: rimane una settimana di tempo per votare
Thomas Schürch
08.06.2026 06:00

Foto: ©Gabriele Putzu
Sono quattro i temi in votazione il 14 giugno: due oggetti a livello federale e due a livello cantonale – Ecco un breve riassunto degli argomenti su cui siamo chiamati a esprimerci
Un nuovo appuntamento alle urne è ormai alle porte. I
cittadini elvetici hanno ancora una settimana di tempo per esprimere la propria
opinione sui due oggetti in votazione il 14 giugno, ovvero l’iniziativa «No a
una Svizzera da 10 milioni! (Iniziativa per la sostenibilità)» e la modifica
della legge sul servizio civile. Vediamoli nel dettaglio.
La proposta democentrista
L’iniziativa dell’Udc «No a una Svizzera da 10 milioni!» chiede
di limitare la popolazione residente permanente nel nostro paese, stabilendo
che non possa superare i dieci milioni di abitanti prima del 2050. Se si dovessero oltrepassare i 9,5 milioni prima del 2050, il Consiglio federale e
il Parlamento dovrebbero prendere provvedimenti, in particolare nel settore
dell’asilo e del ricongiungimento familiare. Il Governo dovrebbe inoltre
invocare le clausole d’eccezione o di salvaguardia previste dagli accordi
internazionali che contribuiscono alla crescita demografica, oppure negoziarne
di nuove. Se venisse superato il limite di dieci milioni di persone, la
Svizzera dovrebbe denunciare questi accordi e, dopo due anni, anche l’Accordo
sulla libera circolazione delle persone concluso con l’Unione europea.
Le posizioni
Consiglio federale e Parlamento raccomandano di respingere un’iniziativa
che, secondo loro, «crea insicurezza e mette in pericolo la stabilità della
Svizzera. È dannosa per l’economia, minaccia il benessere e la sicurezza
interna e causa notevoli costi alla Confederazione e ai Cantoni, oltre a mettere
in discussione la via bilaterale con l’Unione europea». Per il comitato d’iniziativa (composto da rappresentanti dell'UDC), invece, l’immigrazione attuale è massiccia e causa «penuria di alloggi, aumenti
delle pigioni, cementificazione del paesaggio, ingorghi e treni sovraffollati,
aumento della criminalità, un settore sanitario in difficoltà e la diminuzione
della qualità dell’istruzione». L’iniziativa limiterebbe quindi
l’immigrazione a un livello ragionevole.
Il servizio civile
Far sì che meno persone passino al servizio civile, in
particolare tra coloro che hanno già prestato buona parte del servizio militare
e per i quali tale passaggio comporterebbe pochi giorni di lavoro
supplementari. È l’obiettivo della modifica di legge voluta da Consiglio
federale e Parlamento, la quale prevede che siano prestati in
ogni caso almeno 150 giorni di servizio civile. Ma non solo: vuole anche
imporre condizioni più rigorose alla pianificazione degli impieghi dei
civilisti, così da evitare che questi ultimi siano avvantaggiati rispetto ai militari.
I contrari
Contro la modifica di legge è stato chiesto il referendum,
motivo per cui è posta in votazione. Secondo il comitato
referendario (che conta esponenti di sinistra), il cambiamento causerà una forte riduzione del numero di persone
che prestano servizio civile. Verranno dunque a mancare effettivi laddove se ne
ha più bisogno, il che «nuocerà alla coesione sociale, senza tuttavia rafforzare
l’esercito». La modifica «è inoltre solo il primo passo verso l’abolizione del
servizio civile».
Temi ticinesi
Non ci sono solo temi federali in programma alle votazioni
del 14 giugno. I cittadini ticinesi dovranno infatti pronunciarsi su due oggetti
cantonali: l’iniziativa popolare «Per il rimborso delle cure dentarie» e quella
«Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima». La prima propone di creare un’assicurazione cantonale
obbligatoria per garantire la copertura delle spese delle cure dentarie di
base. Questa sarebbe finanziata tramite un contributo aggiuntivo a carico dei
lavoratori e dei datori di lavoro, nonché da un contributo del Cantone. Oggi
la legge federale sull’assicurazione malattie (LAMal) rimborsa infatti le cure dentarie
solo in casi particolari. La seconda chiede l’introduzione di un articolo
costituzionale secondo cui «la revisione generale ricorrente dei valori di
stima immobiliare non può comportare nel complesso un aumento automatico del
gettito dei tributi pubblici, né una riduzione automatica delle prestazioni,
degli aiuti e dei sussidi erogati nell’ambito del perseguimento degli obiettivi
sociali». Inoltre, è prevista anche una disposizione transitoria secondo cui
questo articolo «entra in vigore contemporaneamente alla nuova legge di
applicazione». Il Consiglio di Stato ha raccomandato di votare «No» all'iniziativa cure dentarie e «sì» alla neutralizzazione dei
valori di stima

