Ticino
L’arrocchino in Gran Consiglio, Gobbi: “Peso non proporzionato”
Redazione
25.08.2025 18:30

Foto: ©Chiara Zocchetti
Oggi a Lugano la seduta straordinaria richiesta per pretendere spiegazioni sullo scambio di competenze tra Zali e Gobbi. I deputati ribadiscono: “Comunicazione poco trasparente”. In 15 chiedono la revoca della decisione.
Una proposta di risoluzione per chiedere al Governo di
revocare la sua decisione sul mini-arrocco. A sottoscriverla oggi in Gran
Consiglio, durante la seduta straordinaria dedicata al tema, sono stati 15
deputati tra i ranghi della sinistra e dell’Udc, che si sono detti
insoddisfatti dalle spiegazioni e dalle risposte fornite in aula dal Consiglio
di Stato. Una seconda risoluzione presentata invece dal PS chiede
quanto meno di rivalutare la decisione e, se nuovamente confermata, illustrarne
con un rapporto ragioni politiche e amministrative. La terza e ultima, firmata dalla Lega, vuole invece la finalizzazione di un arrocco completo.
Gobbi: “Peso non proporzionato e dubbi immotivati”
“Una questione a cui è stato dato un peso non
proporzionato”. Così il presidente nonché diretto interessato Norman Gobbi ha
descritto l’arrocchino avvallato dall’Esecutivo lo scorso 9 luglio. Schivata
allora la conferenza stampa, Gobbi ha preso oggi la parola per rispondere alle
cinque interpellanze sul tavolo, giustificando la decisione così: “Da tempo il
settore della magistratura è in difficoltà e la volontà del collega Claudio
Zali di riformarlo, di far bene, ha convinto in toto il Governo ad avvallare questo
scambio”. Al passaggio della Magistratura, ha continuato Gobbi, è poi seguita
la decisione di cedere anche la conduzione politica della polizia, “da me
richiesta viste le sinergie tra i settori e l’imminente processo a due agenti”.
Lo scambio della Divisione delle costruzioni da Zali a Gobbi è invece stato
deciso “per riequilibrare il carico di lavoro dopo attenta analisi”. E questo
visti “i non presupposti per un arrocco totale e per giungere a una decisione
unanime”. Une versione confermata nel tardo pomeriggio anche dai colleghi
Christian Vitta e Marina Carobbio, che si sono espressi per la prima volta. Infine, l’affondo di Gobbi ai deputati: “Una conferenza
stampa si sarebbe giustificata di fronte a un arrocco totale o a un consigliere
esautorato; tutte le preoccupazioni relative all’efficienza e alla funzionalità
non hanno motivo di essere sollevate e la competenza potrà essere misurata
quando lo scambio sarà implementato”.
I deputati: “Comunicazione inaccettabile”
Spiegazioni che, come detto, non hanno soddisfatto gli
interpellanti, i quali hanno sollevato a inizio seduta tutta una serie di
interrogativi e questioni. A cominciare dall’Mps, fautore della seduta
straordinaria con una richiesta poi sottoscritta in totale da 37 deputati. “Il
Consiglio di Stato ha screditato questa sessione sottolineando che l’arrocchino
è di sua competenza, non siamo d’accordo”, ha esordito Giuseppe Sergi (Mps) citando diversi
articoli normativi, in particolare quelli legati all’efficienza e alla razionalità
dello Stato, ma anche all’obbligo d’informazione al pubblico “che è stata
totalmente assente. Per questo oggi ci troviamo qua: è un diritto e un dovere
di vigilanza nei confronti del Governo, reo di essersi piegato a questa
logica”. “Non ci capacitiamo di come l’Esecutivo possa essere scivolato in un
tale errore di comunicazione tanto scarna e poco trasparente”, ha chiosato dal
canto suo la democentrista Roberta Soldati, mentre il socialista Ivo Durisch ha
affermato che il ruolo del Legislativo è anche quello di “evitare illeciti.
Oggi non parliamo solo di arrocco, ma di democrazia. Nessuna decisione
importante deve restare nascosta”. Per il Centro, Gianluca Padlina ha sollevato
soprattutto interrogativi giuridici sul tipo di maggioranza necessario, “un
problema che con uno scambio parziale di competenze non si pone”, ha però
risposto Gobbi. A nome del Plr, contrario alla convocazione di una seduta
straordinaria, Matteo Quadranti ha dapprima condannato “la politica quale
performance” rinviando il giudizio ultimo al popolo, parlando però anche lui di
“informazione poco trasparente” e sollevando infine quesiti sulla funzionalità.
Piccaluga: “Dal Governo mancanza di coraggio”
Unico gruppo a ritenersi in parte soddisfatto la Lega dei Ticinesi, che
per voce del coordinatore Daniele Piccaluga ha condannato “il mancato coraggio
del Governo di portare avanti un cambiamento totale”. Piccaluga ha anche
parlato di “isteria”. Con questa seduta, “in cui non si decide nulla ma che
regala il palcoscenico alle forze bonsai, si è trasformato un arrocco in un
circo”. “Se l’arrocco - ha continuato - ha suscitato tanto clamore, significa che
eravamo fermi da troppo tempo: i consiglieri di Stato Gobbi e Zali hanno
dimostrato che si può cambiare strada e lo hanno fatto per il bene dei
ticinesi, non per tornaconto personale”.
Il dibattito
Pronta la risposta di Durisch durante il dibattito libero:
“Ci sono anche le elezioni, è normale che i partiti riflettano, parliamo anche
di questo”. E se il presidente del Plr Alessandro Speziali e il capogruppo del
Centro Maurizio Agustoni hanno colto l’occasione per ricordare le grandi sfide
che attendono la politica, auspicando in futuro meno polemiche e più
responsabilità, entrambi hanno anche condannato l’assenza alla seduta di
Claudio Zali. Di “ricetta perfetta per il caos amministrativo”, ha poi parlato
l’Udc Alain Bühler, mentre per l’ecologista Marco Noi tutto questo “non servirà certo
a rivitalizzare il Governo”. Tranciante Amalia Mirante di Avanti con
Ticino&Lavoro: “Oggi siamo qui perché il Governo non ha dato risposte e non
lo ha fatto nemmeno oggi”.

