Cantonali 2023
Le preoccupazioni dell’economia ticinese in vista delle elezioni
Redazione
11.03.2023 12:31

Foto: Immagine Ticinonews
"Siamo preoccupati, ci appelliamo alla politica" hanno detto in coro camera di commercio, AITI e Unione dei contadini. Secondo il mondo economico serve un’accelerata e una visione condivisa, in particolare per quanto riguarda fiscalità e formazione.
In vista delle elezioni del 2 aprile a scendere in campo ci
ha pensato anche il mondo economico. Ieri la Camera di commercio, l'AITI e l’Unione
ticinese dei contadini hanno lanciato un appello ai politici. “Siamo
preoccupati per la situazione in Ticino”, ha detto
Andrea Gehri, presidente della Camera di commercio, ai microfoni di Ticinonews. "Politicamente parlando - prosegue l'imprenditore - avremo un'ulteriore frammentazione del Parlamento. Questo ci fa credere che i problemi non potranno essere risolti con facilità".
Pesenti: “È tempo di agire”
Il mondo economico chiede quindi ai futuri eletti maggiore attenzione, che comunque, secondo il presidente di AITI Oliviero Pesenti, la politica ticinese starebbe in parte già mostrando. "La porta si sta
aprendo e per noi è molto importante, soprattutto in questi ultimi tempi”. Al di là delle elezioni, prosegue Pesenti, “la gente, a forza di ribadire
certe problematiche, fa capire alla politica che è ora di agire”.
Gehri: “È necessaria più sensibilità”
Se gli equilibri
politici potrebbero subire delle modifiche all'indomani del 2 aprile, restano intatte le rivendicazioni delle associazioni del mondo produttivo. “Ci sono due velocità:
quella economica e quella politica, che segue sempre in affanno”,
sostiene Gehri. L’appello dell’economia è che “ci sia la giusta sensibilità per permettere all’economia di potere svolgere quel ruolo di traino
che anche la nostra comunità si attende”. I temi su cui Gehri auspica particolare sensibilità sono "la fiscalità, la formazione e la penuria di manodopera, con cui l’economia verrà confrontata nei
prossimi anni”.
Ticino “fermo al palo”
Per le associazioni economiche serve quindi un’accelerata. Il
Ticino, a loro dire, sarebbe infatti “fermo al palo”. A questo proposito, per Cristina Maderni, vicepresidente
della Camera di commercio, la fiscalità è un punto focale, che richiede sgravi e l’abbassamento
dell’aliquota per le persone giuridiche. “Checché se ne voglia dire, la fiscalità è uno degli elementi su cui ci si basa per decidere se arrivare o restare sul territorio. E mi riferisco alla fiscalità sia dell’azienda, sia dei dirigenti”, spiega Maderni, sottolineando come a contribuire alle casse pubbliche non sia solo la singola azienda, “ma tutte le persone che
ci lavorano. E questo è fondamentale perché il Cantone ha bisogno di entrate. Senza
le aziende, queste non ci sono”.
“La scuola deve guardare al futuro assieme all’economia”
Oliviero Pesenti ha invece richiamato sull'importanza della formazione, ambito in cui a suo avviso occorre fare meglio. “La scuola
non fa abbastanza e nel futuro ci troveremo senza manodopera”. Con i baby
boomer in pensione, è stato affermato in conferenza stampa, ci sarà un buco nel mercato del lavoro, che in Ticino si stima conterà dai 5'000 ai 7'000 posti vacanti. “Secondo me la scuola dovrebbe aprirsi e
cercare di vedere in che contesto si trova ad operare oggi”, sostiene il
presidente di AITI. La scuola di oggi rispetto a quella degli ultimi decenni è completamente
cambiata: “Il mondo è mutato radicalmente e ci sono mestieri che in futuro
non ci saranno più, così come ce ne saranno di nuovi. La scuola deve quindi
adattarsi, non deve più rimanere sclerotizzata su quello che è stato, ma deve guardare al
futuro ascoltando ciò che l’economia chiede”. Pesenti quindi conclude: "Dopotutto, un ragazzo segue una formazione per trovare un posto di lavoro".

