Israele
Le proteste paralizzano gli aeroporti, la testimonianza di un ticinese
Redazione
27.03.2023 17:10

Il ticinese Marco D'Erchie è tra le persone il cui volo da Tel Aviv è stato posticipato a causa delle proteste in corso per la riforma giudiziaria voluta dal governo Netanyahu. "L'aeroporto si è riempito di gente ammassata ovunque".
“Saremmo dovuti partire alle 11.55 (le 10.55 in Svizzera, ndr.) di oggi da Tel Aviv con
Easy Jet, ma stamattina è uscita la notizia che il sindacato degli aeroportuali
avrebbe scioperato. In realtà non ci ha informato nessuno, lo abbiamo appreso
dal web. Dalle 10 hanno iniziato a cancellare voli”. Così il ticinese Marco D’Erchie,
in Israele per trascorrere una settimana di vacanza, racconta ai microfoni di
Ticinonews la sua disavventura dovuta ai tanti voli cancellati per la protesta popolare in corso nel Paese contro la riforma giudiziaria voluta dal
governo Netanyahu. Protesta innescata, come è noto, dal licenziamento del
ministro della difesa Yoav Gallant.
Disagi per i passeggeri
Gli scioperi hanno causato disagi a molti
passeggeri. "L’aeroporto era pieno di gente in attesa di partire”, prosegue D’Erchie. Il clima all’interno della struttura “è sempre
stato abbastanza tranquillo, nonostante le tante persone ammassate un po’
ovunque: bambini, anziani, famiglie”. Dopo le 13 locali, la situazione ha
fortunatamente iniziato a sbloccarsi. “Tra le 13.30 e le 14.30 hanno fatto ripartire
tre voli. Il nostro è stato chiamato. Verosimilmente dovremmo poter partire”.
Una settimana di tensioni
Nella
settimana trascorsa da D’Erchie in Israele le proteste “sono continuate tutti i
giorni, escluso lo Shabbat, la festa del riposo che si celebra ogni sabato”.
Ieri sera, in particolare, “le manifestazioni si sono fatte più intense”. Ricordiamo che anche numerosi centri commerciali sono stati chiusi, mentre
sono state segnalate agitazioni fra i dipendenti del ministero della giustizia.
Secondo i media è possibile anche una chiusura delle filiali delle banche. I
trasporti pubblici, invece, sono stati autorizzati a continuare a fornire i
loro servizi.

