Guerra in Ucraina
Le scuole ticinesi pronte ad accogliere i rifugiati
Teleticino
13.08.2022 10:50

“Normalmente i ragazzi vengono integrati nelle classi per poi venir seguiti dapprima in maniera importante, poi sempre meno fino all'integrazione totale”, ha spiegato Bertoli.
Manca sempre meno alla ripresa delle lezioni, quest’anno
il 29 agosto. I banchi che durante la stagione estiva erano vuoti torneranno ad
accogliere gli allievi ticinesi, ma anche chi, nel nostro Cantone, ci è
arrivato a causa della guerra. Un arrivo repentino che nei mesi finali dello
scorso anno scolastico aveva richiesto uno sforzo notevole per la loro collocazione
ma anche per gli appelli a chi, pur essendo in età scolastica, non si era
annunciato. Ma in quanti calcheranno le aule scolastiche? I colleghi di
Ticinonews lo hanno chiesto al direttore del DECS, Manuele Bertoli.
Obbligo di frequenza
“Oggi abbiamo ancora i dati di fine anno scolastico con circa 600 bambini e ragazzi
scolarizzati e 200 che ci risultano essere presenti ma non scolarizzati”, ha
spiegato Bertoli. Nel frattempo, tuttavia, le cose potrebbero cambiare e devono
cambiare “perché sono state contattate le famiglie che non si erano ancora
fatte vive, e lo saranno in queste settimane”. Per questo motivo i dati
definitivi arriveranno con l’inizio dell’anno scolastico. “Se all’inizio,
quindi verso la fine dell’anno scolastico, per noi era più ragionevole non
insistere troppo con la frequenza scolastica, perché le famiglie e i bambini e
i ragazzi stessi venivano da una situazione tragica vissuta sulla loro pelle, per
l’inizio del nuovo anno scolastico – visto che la guerra purtroppo sembra
continuare – i dati dovranno cambiare e qui naturalmente entra in gioco l’obbligo
scolastico che vige per tutti quelli che risiedono in questo cantone, profughi
ucraini compresi”.
Questione integrazione
Proprio oggi termina inoltre il progetto di
integrazione di lingue e sport a cui hanno partecipato circa trecento ragazzi
ucraini, un numero soddisfacente ci ha detto ieri Bertoli ma l’accompagnamento
linguistico continuerà anche a scuola. “Normalmente i ragazzi vengono integrati
nelle classi per poi venir seguiti dapprima in maniera importante”, spiega
sempre Bertoli. Col passare del tempo i ragazzi verranno seguiti sempre meno
fino all’integrazione totale. A seguirli saranno i docenti di lingue e integrazione
nei corsi cosiddetti alloglotti, “in modo che un po’ con l’italiano e un po’
con l’integrazione scolastiche le cose poi si assestano con integrazione
completa”.
Assunti altri insegnanti
Docenti di lingua e integrazione che prima dell’avvento della guerra erano 65 per
le scuole elementari e 30 per le scuole medie mentre, per far fronte
all’importante aumento di allievi provenienti dall’Ucraina sono stati assunti
rispettivamente altri 20 per le scuole elementari e 30 per medie. Un numero che
con ogni probabilità crescerà in vista dell’anno scolastico. Un anno che inizierà
anche con una maggiore attenzione all’equa distribuzione degli allievi ucraini
nelle sedi scolastiche. “All’inizio tantissimi di quelli che sono venuti si
sono in qualche modo radunati attorno a delle persone che già conoscevano e
quindi hanno fatto dei nuclei, anche importanti, in qualche Comune. Il che era
ragionevole e immaginabile”. Poi con i nuovi afflussi le cose si sono un po’ più
distribuite: “io avevo segnato da subito il tema della distribuzione proprio
perché la gestione da parte della scuola era possibile, visti i grandi numeri, solo
se questa distribuzione potesse essere fatta in maniera corretta. Cosa che grosso
modo adesso è avvenuta, quindi penso che l’anno scolastico che comincia il 29
agosto può beneficiare di questa distribuzione, magari non perfetta, ma
sicuramente migliore di quella iniziale”, ha concluso il direttore del DECS.

