Mercato del Lavoro
L’economia ticinese sente il peso degli anni
Teleticino
26.09.2022 20:30

Foto: Immagine Cdt/Zocchetti
Il nostro cantone sarà confrontato con la sfida demografica: il mercato del lavoro mostra già adesso un saldo negativo tra entrate e uscite.
La più grande sfida che attende l’economia
ticinese è probabilmente di natura demografica. Il nostro cantone è la regione
con la popolazione più anziana della Svizzera, al secondo posto per numero di
persone nella quarta età. La bilancia fra nuovi nati e decessi dal 2012 è
negativa e solo dal 2021 la popolazione è tornata leggermente a crescere grazie
a un saldo migratorio positivo. E rispetto alla situazione svizzera, già oggi alle
nostre latitudini si assiste ai primi effetti del pensionamento dei baby
boomers. “Il Ticino è in anticipo rispetto al resto del paese e mostra già un
saldo negativo tra le uscite sul mercato del lavoro causa pensionamento e l’entrata
di nuovi giovani forza lavoro tra i 20 e i 25 anni”, spiega ai microfoni di
Ticinonews Sara Carnazzi Weber, responsabile Policy & Thematic Economics di
Credit Suisse. “Si sta quindi aprendo un deficit sul mercato del lavoro che nei
prossimi anni andrà ad ampliarsi sempre di più”.
I giovani che lasciano il cantone
A questa tendenza si aggiunge una fuga di
cervelli in atto dal 2011: giovani fra i 20 e i 39 anni che lasciano il Ticino
per dirigersi Oltralpe, il più delle volte a Zurigo. L’economia cantonale ha
ovviato al problema reclutando personale con formazione elevata all’estero. Si
torna, in definitiva, alla migrazione come paracadute. Ma su quali carte può
contare il Cantone per attrarre questi profili? “Vediamo uno spostamento dell’attività
economica verso settori a più forte creazione di valore, una marcata differenziazione
dell’economia ticinese che ha permesso anche di uscire da questo periodo di
crisi ed è, a nostro avviso, una buona prospettiva per il futuro”, precisa Carnazzi
Weber. Nel momento in cui si creeranno attività economiche e posti di lavoro “avremo
anche un miglior sviluppo a livello demografico in quanto l’immigrazione, fortemente
legata all’andamento economico, è anche in Ticino il fattore principale della
crescita demografica”.
Pronti alle sfide future
Fra i settori che
creano un elevato valore aggiunto ci sono la farmaceutica, le scienze della
vita, le attività legate all’informazione e comunicazione e alla tecnologia
blockchain. Quanti ai rami più classici dell’economia ticinese, l’edilizia ha
una percentuale di addetti superiore alla media nazionale, mentre il turismo ha
saputo intercettare la domanda confederata nella ripresa post-pandemica. In
ambito turistico lo studio di Credit Suisse mette in risalto anche la forte
progressione delle residenze affittate sul portale Airbnb, che vedono la nostra
regione al quarto posto nel numero di alloggi, cifra superiore anche al canton
Zurigo. Insomma la morfologia dell’economia ticinese, molto variegata al suo
interno, ha permesso di superare fasi difficili. “Abbiamo avuto delle
evoluzioni che hanno messo l’economia ticinese nella situazione migliore per
poter sopportare i prossimi mesi di crisi e anche, speriamo non sia il caso, l’eventuale
protrarsi di questa fase di debolezza economica”, conclude Carnazzi Weber.

