Il dibattito
Legge sull’apertura dei negozi, oggi si esprimerà il Gran Consiglio
Redazione
17.10.2022 08:36

Foto: ©Chiara Zocchetti
Tra i temi all’ordine del giorno il parlamento dovrà esprimersi sull’iniziativa parlamentare del PLR che chiede di modificare la legge sull’apertura dei negozi. L'Ocst: "non escludiamo di lanciare un referendum".
È uno dei temi caldi della politica
ticinese e oggi tornerà a scaldare gli animi del parlamento cantonale. Parliamo
dell’iniziativa PLR lanciata il 31 maggio 2021 che chiede di modificare la
Legge sull’apertura dei negozi. Tre le richieste contenute nella proposta dei
liberali radicali: prolungare l’orario d’apertura dei commerci fino alle 19:00
durante i festivi non parificati alla domenica, aumentare da tre a quattro le
aperture domenicali e, terzo, incrementare da 200 a 400 metri quadrati la
superficie dei negozi che possono tenere aperto la domenica nelle zone
turistiche.
Chi è pro e chi contro
La maggioranza della
Commissione economia e lavoro, accoglie favorevolmente le proposte del PLR. Nel
rapporto di maggioranza redatto dal leghista Andrea Censi e sostenuto da Lega, PLR,
UDC e parte de Il Centro, viene evidenziato che -come si legge sul Corriere del
Ticino- “gli iniziativisti mirano ad aumentare le possibilità e i
margini di manovra per il settore del commercio, per sua natura sempre più in
concorrenza con l’estero o con il segmento online”. Nel rapporto di minoranza,
sostenuto da PS, Verdi, PC e l’altra parte de Il Centro, il socialista Fabrizio
Sirica, relatore del documento, scrive che a perderci “sarebbero le migliaia di
persone impiegate nel settore che dovranno rinunciare al proprio tempo libero”.
Cosa ne pensa il settore
Federcommercio e DISTI, si legge sul CdT, definiscono
l’iniziativa “un primo passo nella giusta direzione”. Lorenza
Sommaruga, presidente della Federcommecio, riferendosi alla pandemia e al
conflitto in Ucraina spiega che per il settore “è fondamentale che
si riesca a ottenere questa piccola miglioria». Nessun timore
per i piccoli commerci”. Sulle condizioni di lavoro dei dipendenti il
presidente della DISTI Enzo Lucibello spiega che “Le garanzie sono date dalla
legge federale sul lavoro, una legge che va applicata”.
OCST non esclude di lanciare un referendum
“Nonostante le promesse, ora
ci troviamo di fronte a una proposta che, a nostro avviso, è un oltraggio nei
confronti dei lavoratori di un settore che ha già vissuto pesanti peggioramenti
delle condizioni di impiego, anche a causa dell’introduzione della nuova legge”,
spiega Chiara Landi, responsabile del settore terziario di UNIA riferendosi all’entrata
in vigore, il 1. gennaio 2020, alla Legge sull’apertura dei negozi. Paolo
Locatelli, responsabile cantonale del settore della vendita per OCST, spiega
che questa iniziativa vuole modificare una legge entrata in vigore da poco più
di due anni e afferma che, come sindacato, “vedremo come andrà il dibattitto in
Gran Consiglio e non escludiamo di lanciare un eventuale referendum, o di
aderirvi”.

