Ticino
L'IA minaccia il lavoro: in alcuni campi sale la disoccupazione
Redazione
28.10.2025 06:05

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ChatGPT e simili sempre più usati anche nel mondo del lavoro: secondo una ricerca dell’ETH di Zurigo in Svizzera è aumentato il numero di disoccupati nei mestieri più esposti all'Intelligenza Artificiale. Il risultato non stupisce gli esperti del settore.
Intelligenza artificiale e mondo del lavoro. Due realtà
intrecciate e sempre più al centro di analisi che cercano di prevedere gli
scenari futuri. Da un recente studio dell'Istituto KOF del Politecnico federale
di Zurigo, è emerso che il numero di disoccupati nei mestieri più esposti
all’IA, in Svizzera, è aumentato. E questo da quando
l'intelligenza artificiale ha preso slancio negli ultimi anni, con
l'introduzione di ChatGPT. Una tendenza che non sorprende il presidente di ATED
– l’Associazione ticinese evoluzione digitale - Luca Mauriello. ‘’Anche molti
studi precedenti a quelli dell’ETH – spiega ai nostri microfoni – dimostrano il
risultato. È altrettanto vero che quando spariscono posti di lavoro se ne
creano di nuovi’’.
I settori più toccati
Secondo la ricerca – anticipata domenica dalla NZZ – i mestieri
più toccati sono quelli di programmatori, correttori di testi, nonché sviluppatori di applicazioni, database, siti web o
software. Ma sono solo alcuni, come ricorda Mauriello. ‘’Pensiamo solo ai lavori
di segretariato o a quelli commerciali: molti di essi spariranno’’, non
nasconde, ricordando come diverse realtà toccate dall’uso della tecnologia
stiano correndo ai ripari creando nuove professioni e competenze. ‘’È chiaro: parliamo di qualcosa di nuovo’’, premette il
direttore di ATED, secondo il quale, tuttavia, prima di contestare l’IA andrebbe analizzato a fondo il tema. ‘’Conoscendolo possiamo poi decidere se
starci lontano, se fa per noi oppure no’’. Insomma: l'andamento del mercato del lavoro è decisamente
meno favorevole nei settori fortemente toccati
dall'intelligenza artificiale rispetto a quelli meno interessati,
come le professioni artigianali. Attualmente ad essere colpite, in termini
assoluti, sono alcune migliaia di disoccupati in professioni che fino a poco
tempo fa erano considerate al riparo dalla digitalizzazione e dall'automazione.

