Credit Suisse
L'incerto clima bancario preoccupa anche l’edilizia
Redazione
22.03.2023 18:49

Foto: © Putzu / Zucchetti
Il presidente dell’Unione svizzera arti e mestieri Fabio Regazzi commenta le prospettive per il settore dell’edilizia alla luce della vicenda Credit Suisse. “Inevitabile andare incontro a un rallentamento, ma parlare di recessione è eccessivo”.
La difficile situazione bancaria, unita al
continuo rialzo dei tassi di interesse, potrebbe portare presto la Svizzera
alla recessione. È l’allarme lanciato dalla Società Svizzera impresari
costruttori. “Le avvisaglie di qualche difficoltà ci
sono”, conferma a Ticinonews
il presidente dell’unione svizzera arti e mestieri (USAM) Fabio
Regazzi. Tuttavia, “bisogna dire che l’economia
svizzera, e il settore della costruzione in particolare, si sono dimostrati sempre
molto resilienti, in questi decenni, agli andamenti del mercato”.
“Parlare di recessione forse è eccessivo”
Secondo Regazzi il settore è quindi sempre stato in grado di
reagire “abbastanza bene, anche se credo sia inevitabile che prima o poi si
vada incontro a un rallentamento”. Parlare di recessione “è forse eccessivo, ma
un rallentamento è più che ipotizzabile a fronte di quelle che sono le prospettive”.
Cosa si può fare
Le ricette per superare questo momento delicato non sono
molte. “Io credo che non ci siano tante opzioni, se non quella di puntare sulla
qualità del servizio, dei prodotti, e naturalmente anche quella di razionalizzare
i processi all’interno delle aziende”, prosegue Regazzi. “Niente come le
difficoltà aiuta le imprese a migliorare e a diventare più efficienti. Ci sarà uno
sforzo importante”. Un’altra possibilità è cercare altri sbocchi di mercato al
di fuori della Svizzera. “Per lo meno, sbocchi in settori di nicchia, dato che il
nostro Paese è riconosciuto per essere uno che punta sulla qualità. Un po’ di
spazio all’estero lo si può quindi trovare”.

