Ticino
“L'iniziativa sulla biodiversità? Estrema e inadeguata”
Redazione
26.08.2024 16:42

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I contrari all'oggetto in votazione il 22 settembre hanno illustrato oggi le loro ragioni. "Metterebbe a repentaglio due obiettivi assolutamente prioritari di questa fase storica per la collettività: la sovranità alimentare e quella energetica”.
“Con
l’iniziativa sulla biodiversità verrà messa in votazione ancora una volta una
proposta inadeguata, controproducente e, considerata la situazione in Svizzera,
anche inutile”. Sono toni decisi quelli utilizzati oggi a Mezzana in conferenza
stampa dall’Alleanza per il “no” all’iniziativa sulla biodiversità che richiamerà
i cittadini svizzeri alle urne il 22 settembre. “Consiglio federale e
Parlamento respingono nettamente tale proposta, così come la maggioranza delle
forze politiche e un numero elevato di Associazioni e Enti legati al nostro
territorio”, si legge in un comunicato.
“Il 30% del territorio nazionale sarebbe praticamente intoccabile”
Secondo i
contrari, gli iniziativisti vogliono che il 30% del territorio nazionale sia a
disposizione soltanto per la biodiversità, ritenendo che attualmente solo l’8%
sia adeguatamente protetto. Per i promotori “manca quindi una superficie che
corrisponde alle dimensioni dei Cantoni Berna, Friburgo, Neuchâtel e Soletta
messi assieme. Su questa area le produzioni alimentare, di energie rinnovabili
e di legname non sarebbero possibili o lo sarebbero solo in misura molto
limitata”. Ciò “metterebbe
a repentaglio due obiettivi assolutamente prioritari di questa fase storica per
la collettività: la sovranità alimentare e quella energetica”.
“L’agricoltura fa già molto a favore della biodiversità”
Attualmente,
ricordano i contrari, già il 19% delle superfici agricole vengono
specificatamente utilizzate per la promozione della
biodiversità. Per poter ottenere i pagamenti diretti, attualmente è obbligatorio
dedicare alla biodiversità il 7% delle proprie superfici. Inoltre, in Svizzera “ci
sono 220'000 ettari di terreno inerbito ricco di biodiversità nella regione
d’estivazione che non vengono calcolati dai promotori dell’iniziativa”.
“Enormi ripercussioni anche sull’orticoltura e la frutticoltura”
“Tutti i
settori sono sicuramente attenti e interessati alla salvaguardia della natura e
della sua biodiversità",
specifica ancora l'Alleanza del "no". “Si è contrari a una biodiversità a tutti i
costi e imposta, obiettivo di questa iniziativa. Ci sono infatti anche degli
altri interessi in gioco, per esempio dei produttori e dei consumatori, che non
possono essere messi in secondo piano in nome di un principio, seppur giusto”.
Negli ultimi decenni la Svizzera
ha visto la sua popolazione crescere da 7 a 9 milioni di abitanti “e in Europa
siamo al penultimo
posto per superficie agricola pro capite. Abbiamo bisogno di frutta e verdura
fresche. Non vogliamo nutrirci solo dall’estero e non vogliamo veder morire le
aziende agricole che, oltre a darci da mangiare, svolgono un
ruolo fondamentale nella salvaguardia del nostro territorio e creano posti di
lavoro
a favore di tutta l’economia". "Non possiamo permetterci di perdere nemmeno un
ettaro di suolo agricolo e nemmeno un agricoltore che lo coltivi”, concludono i contrari.

