Lugano
L’Mps torna alla carica sul PSE: “Riaprire la discussione su tutto il progetto”
Redazione
10.06.2025 11:19

Foto: Polo sportivo e degli eventi - Arena sportiva ©Cruz y Ortiz – Giraudi Radczuweit architetti
Secondo il Movimento per il socialismo, è auspicabile che la Città aumenti l’affitto richiesto al FC Lugano, "anche se i rapporti di complicità e le sponsorizzazioni riducono il margine reale di vantaggio per l’ente pubblico".
Non si placano le discussioni sul Polo Sportivo e degli Eventi (PSE). Ad accendere la miccia, lo ricordiamo, la proposta del municipale Raoul Ghisletta di valutare una possibile vendita dell’Arena sportiva di Cornaredo al patron del FC Lugano Joe Mansueto. Una possibilità non contemplata dalla società bianconera, che ha precisato di non avere nessun interesse nell'acquisto dell'Ail Arena. Lo stesso municipale aveva poi rilanciato con un comunicato in cui si diceva "scandalizzato dall'inganno sul finanziamento del PSE e dai suoi effetti sulla Città". Ultimo, in ordine di tempo, a esprimersi sulla vicenda è ora il Movimento per il socialismo secondo cui, politicamente,
quanto accaduto con il PSE – e più recentemente con il Preventivo 2025 e le
misure di risparmio – "impone una riflessione sul ruolo subordinato delle forze
di sinistra negli esecutivi comunali, soprattutto nelle grandi città. Una
ricerca costante di concertazione e consenso ha spesso portato ad accettare
progetti che si sono rivelati deludenti e dannosi per altre possibili
alternative". Anche
sul fronte dell’alloggio a pigione moderata, “ci si può chiedere se il
controprogetto approvato come alternativa all’iniziativa popolare del PS del
2012 sia stata una scelta tatticamente e strategicamente efficace”. Gli
sviluppi degli ultimi dieci anni “sembrano suggerire il contrario. Ancora
peggio, la Città ha dismesso un patrimonio immobiliare strategico per una
politica abitativa sociale”.
"La Città aumenti l'affitto richiesto al FCL"
Oggi, trovare soluzioni alternative per gli
impianti sportivi in costruzione “appare complesso. È ormai evidente che la
proprietà del club bianconero non ha alcun interesse economico a rilevare uno
stadio sovradimensionato e costruito con una concezione tradizionale, poco
adatta a usi multifunzionali". Il
patron del FCL "si trova in una posizione di forza, costruita grazie alla
complicità delle autorità politiche luganesi, che negli anni hanno concesso
numerose facilitazioni. Emblematica la decisione di ridurre la capienza (da
10'000 a 8'250 posti) voluta dalla società per applicare il suo piano 'FC Lugano
2029', ovvero un investimento da 16,42 milioni per modificare parte dell’Arena
Sportiva nella speranza di rendere fruttifera questa infrastruttura". Secondo l'Mps "è auspicabile che
la Città aumenti l’affitto richiesto al Lugano, ma i rapporti di complicità e le
sponsorizzazioni (come quella dell’AIL, di proprietà comunale) riducono il
margine reale di vantaggio per l’ente pubblico". I servizi comunali "sono spesso
utilizzati gratuitamente, come già segnalato".
Come intervenire
A questo punto, si legge
ancora, “appare più realistica la prospettiva di intervenire sulla parte del
progetto del PSE che ha attirato il maggior numero di critiche e che
rappresenta la componente più smaccatamente speculativa. Facciamo riferimento
ai cosiddetti ‘contenuti pubblici’, il Blocco Servizi presso il quale si
accaserà la Polizia comunale di Lugano e la Torre Est nella quale verranno
infilati e concentrati tutti gli uffici e servizi comunali, oggi sparsi per la
città”. Si ricorda che l’accordo di Partenariato Pubblico Privato prevede che la Città pagherà a UBS 2'054'200 milioni di franchi per l’affitto della Torre Est (al quale si aggiungono 233'280 franchi di parcheggi) e 1'111'700 .- di affitto per il Blocco Servizi. Un totale "di almeno 3,399 milioni all’anno, per 25 anni". Ma come intervenire in questo ambito? Nei fatti "si
tratterebbe di operare una rottura 'politica' rispetto alla logica che ha
sottointeso tutta la conduzione del progetto PSE". HRS e UBS, "grazie alla complicità dei partiti
che governano la città, hanno già fatto il pieno di milioni di franchi. Non c’è
ragione che continuino a farlo. Rompere con la logica fin qui dominante implica
la cancellazione dei contratti di locazione già firmati dal Municipio con UBS".
Certo, "ci sarebbe un prezzo da pagare, sicuramente inferiore a quello previsto
dal rispetto degli interessi privati". Questa soluzione "permetterebbe anche di
evitare la svendita degli immobili che ancora oggi sono occupati
dall’amministrazione comunale".
"Un primo passo per una vera opposizione"
In definitiva, rivedere
radicalmente le fondamenta del PSE – andando oltre i soli impianti sportivi – "è
forse l’unica via per dare sostanza alla lotta contro l’inganno sul
finanziamento del PSE' e rappresenterebbe un primo passo fondamentale per la
costruzione di una vera opposizione sociale e politica. Unica alternativa
credibile a un Municipio sempre più avviato verso un disastro economico,
ambientale e sociale".

