Trasporti
Locarno, nuovi incentivi per l’acquisto dell’abbonamento Arcobaleno
Redazione
19.01.2023 11:34

Foto: Immagine Reguzzi
L’erogazione del contributo dipende non solo dal numero di zone coperte dall'abbonamento, ma viene calcolata anche in base al reddito.
Dal 1° gennaio i cittadini di Locarno possono beneficiare
di nuovi incentivi per la sottoscrizione degli abbonamenti Arcobaleno. L’Esecutivo
cittadino ha infatti deciso di adattare la propria strategia a sostegno della
mobilità sostenibile e ha più che raddoppiato a partire da quest’anno i fondi
messi a disposizione per il sostegno all’acquisto di un abbonamento Arcobaleno.
Cosa cambia
La nuova ordinanza municipale prevede un contributo massimo
di 150 franchi per abbonamenti annuali fino a 2 zone, di 200 franchi per quelli
annuali da 3 a 4 zone e di massimo 300 franchi per le tessere annuali a partire
da 5 zone. L’erogazione del contributo, inoltre, viene calcolata in base al
reddito imponibile del richiedente, secondo le seguenti fasce: è previsto il 100%
del contributo per un reddito imponibile da 0 a 50'000 franchi, il 75% per un
reddito imponibile da 50'000 a 100'000 franchi e il 50% per un reddito
imponibile oltre i 100'000.
Come ottenere il contributo
Per inoltrare la domanda d’incentivo è sufficiente
richiedere alla Cancelleria l’apposito modulo, che è anche scaricabile dal sito
della Città al link hiips://www.locarno.ch/files/documenti/Modulo_richiesta_contributo_acquisto_ABO_annui_arcobal
eno_v2023_compilabile.pdf Per beneficiare del contributo devono essere rispettate
le seguenti condizioni: l’abbonamento sottoscritto deve essere annuale, il
richiedente deve essere domiciliato o dimorante nel Comune di Locarno da almeno
6 mesi, le richieste devono essere inoltrate, al più tardi, entro 6 mesi dalla
sottoscrizione dell’abbonamento.
“Promuovere ulteriormente l’utilizzo dei mezzi pubblici”
Per sostenere l’acquisto degli abbonamenti Arcobaleno la
Città metterà a disposizione complessivamente 115'000 franchi, rispetto ai
40'000 previsti fino al 2022. L’Esecutivo cittadino, si legge in un comunicato,
ha così reagito “alle mutate condizioni di una società in continua evoluzione”,
adattando la propria strategia a sostegno della mobilità sostenibile. “Con il
passare degli anni, l’incentivo introdotto nel 2012 per l’acquisto dell’e-bike
ha perso il suo scopo originario, ovvero quello di sgravare le strade dal
traffico motorizzato promuovendo l’utilizzo delle due ruote per il tragitto
casa-lavoro”, spiega il capo Dicastero ambiente, territorio e sport Pierluigi
Zanchi. “La maggioranza delle richieste di incentivo, infatti, indicavano che
il motivo dell’acquisto delle bici elettriche era ormai da ricondurre
esclusivamente allo svago. Per incentivare un tragitto tra casa e posto di
lavoro, che fosse sempre più sostenibile per l’ambiente, abbiamo dunque deciso
di promuovere ulteriormente l’utilizzo dei mezzi pubblici”. Mentre per quello che
può separare la fermata del mezzo pubblico dal punto di partenza o dalla meta,
i cittadini “possono fare affidamento su una sempre più capillare rete di bike
sharing”.

