Politica
L'UDC dice sì alla «casa comune» del centrodestra
Redazione
01.09.2026 21:09

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il Comitato cantonale, riunitosi a Sant'Antonino, ha approvato il progetto di un centrodestra ticinese con la Lega dei Ticinesi
Il Comitato cantonale dell'UDC, riunito martedì sera a Sant'Antonino, ha approvato il progetto di «casa comune» del centrodestra ticinese con la Lega dei Ticinesi, proposto dalla Direttiva del partito.
L'obiettivo è dar vita a un soggetto aperto «non soltanto agli attuali sostenitori della Lega e dell'UDC, ma a tutti i cittadini ticinesi che si riconoscono nei valori di quest'area», che rappresenti il Ticino in seno all'UDC svizzera valorizzando le specificità cantonali. Il profilo tracciato è quello di una formazione conservatrice, popolare, identitaria e liberale in economia, con al centro difesa del ceto medio e delle PMI, sicurezza, riduzione della spesa pubblica, fiscalità attrattiva, neutralità e controllo dell'immigrazione.
Nella stessa serata i delegati hanno ratificato Marco Chiesa come presidente ad interim, dopo i dieci anni di Piero Marchesi, atteso in Consiglio di Stato. «Nel 2016 venivamo da elezioni cantonali attorno al 5%, alle ultime federali abbiamo superato il 15%», ha ricordato Marchesi nel suo ultimo intervento da presidente.
Comunicate infine le parole d'ordine per il 27 settembre: sì all'iniziativa sulla neutralità, no a quella sull'alimentazione, entrambe all'unanimità. I Giovani UDC hanno presentato una petizione per fissare a sette branchi il tetto nazionale della popolazione di lupi.

