Finanze cantonali
L’Udc firma per il preventivo 2023, “ma il Governo cerchi soluzioni di risparmio”
Redazione
29.11.2022 14:56

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Secondo il partito democentrista ticinese, spetterà al Consiglio di Stato trovare la giusta ricetta per ridurre gradualmente il deficit entro il 2025.
L’UDC ha firmato oggi, in Commissione della gestione, il
rapporto di maggioranza sul messaggio concernente il Preventivo 2023,
introducendo una clausola vincolante che prevede il rispetto del deficit
massimo di 80 milioni di franchi per l’anno prossimo, anche nel caso in cui i
soldi della Banca Nazionale non dovessero entrare, per ridurlo gradualmente a
zero entro il 2025. Con la sua firma del preventivo 2023 il partito, viene
spiegato in un comunicato, ha voluto “valorizzare il cambio di mentalità degli
altri partiti dell’area borghese e la volontà di finalmente sanare le finanze
pubbliche in modo duraturo”, anche se le cifre elencate nel preventivo, viene
aggiunto, “sembrano poco realiste”.
“Il Governo reagisca”
La mancanza di un contributo della Banca Nazionale, lo ricordiamo,
potrebbe far mancare al Ticino tra gli 80 e i 137 milioni di franchi. Visto che
il Governo non potrà alzare le imposte, “sarà costretto a reagire
immediatamente tagliando le spese discrezionali non vincolate da leggi”. Il partito
democentrista non condivide l’intento di Governo e partiti di conferire a
esperti e consulenti esterni la ricerca di soluzioni di risparmio nell’apparato
pubblico: “E’ un procedimento costoso e inefficace che serve solo da alibi ai
politici e ai dipartimenti per non fare i compiti”. Spetta invece “proprio a
loro prendere in mano la situazione e trovare delle ricette efficaci, anche se
sul momento possono fare male. Si starà meglio dopo”.
Monitoraggio costante
Pur avendo firmato il preventivo, l’UDC intende vegliare
sulla riduzione graduale del deficit entro il 2025, secondo il mandato del
popolo ticinese. “Bisogna arrivare al pareggio dei conti entro il 2025 senza se
e senza ma, e che sia il Governo a scegliere i metodi per riuscirci”, viene
ribadito.
L’imposta di circolazione
La Commissione ha inoltre accettato il rapporto Dadó-Pamini “chiedendo
anche qui un’implementazione coerente con il voto popolare”. Il rapporto chiede
la moratoria per i veicoli immatricolati prima dal 2009 e introduce “senza
aumentare il prelievo di tasse un meccanismo per evitare la discriminazione tra
i veicoli immatricolati tra i due cicli di omologazione (dal 2010)”. E’
possibilie che in aula gli altri partiti boccino il rapporto facendo entrare in
vigore il testo popolare senza nessun correttivo sulla disparità di
trattamento, “a scapito di alcuni automobilisti”.

