Ticino
L'ultimo saluto a Jimmy, il gibbone più anziano al mondo
Redazione
06.02.2024 20:26

Ieri, lunedì, lo Zoo al Maglio di Neggio ha dovuto salutare per l’ultima volta Jimmy, un gibbone dalle mani bianche che per cinque decenni ha accolto i visitatori del parco animali, diventando una vera e propria mascotte, sia per i collaboratori che per gli avventori. Ticinonews si è recato sul posto per parlarne con la direttrice Sabina Fehr.
Jimmy era il gibbone dalle mani bianche che per quasi 50 anni ha
accolto i visitatori dello zoo al Maglio. Un simbolo che proprio ieri, lunedì, a
causa di una breve malattia ha concluso un viaggio durato 60 lunghi anni.
Un’età che gli è valsa la nomina di gibbone più anziano del mondo. Ticinonews
si è recato direttamente sul posto, dove ha incontrato la direttrice Sabina
Fehr. “Si è visto proprio che era stanco, anche fisicamente. Per quanto
cercasse ancora il contatto negli ultimi giorni proprio non ce la faceva più”,
dice Fehr. “Era la mascotte dello zoo, perché era l’ultimo animale ancora
vivente del trasloco dalla Svizzera interna al Ticino di 50 anni fa. Era tanto
abituato al contatto umano, e stando vicino all’entrata, tutti si sono
affezionati”.
Un'insolita età
Un ospite dello zoo che ha lasciato un segno nel cuore di tutti
quanti. Non solo per il suo carattere particolarmente socievole e giocoso, ma
anche per la sua insolita età: infatti la speranza di vita media dei gibboni è inferiore. “In natura generalmente non sorpassano i 25 anni. Negli zoo riescono
ad arrivare tra i 40-45 anni”, spiega la direttrice. “In realtà abbiamo sentito
di un altro gibbone che è arrivato a 60 anni, ma è morto nel 2008. Attualmente
non ci sono altri animali che sono arrivati a questa età”.
"Una scimmia non è un animale domestico"
Come anticipato da Fehr, Jimmy era stato trasferito dalla Svizzera interna
a Neggio nel 1974, all’età di 10 anni. Prima di allora ha però vissuto in un
contesto un po’ differente: un ragazzo lo ha portato dalle sue vacanze in
Thailandia, non si sa bene come, ad Interlaken, dove lo ha tenuto in casa per poco
più di un anno, quando i suoi genitori hanno chiesto allo zoo di prenderlo perché era difficile da gestire. “Una scimmia non è un animale domestico, e soprattutto ha
bisogno di compagnia. Da una parte si capisce il particolare attaccamento all’umano
che aveva Jimmy, cosa che Rafiki non ha”, afferma la direttrice.
Cercasi una compagna per Rafiki
Rafiki, citato da Fehr, era il vicino di recinto di Jimmy, che è
rimasto solo e sarà necessario trovargli compagnia: “Oggi è il primo giorno che
non ha ancora cantato: ha capito che non ha più Jimmy accanto. Negli ultimi
anni sono stati separati, ma si vedevano e potevano avere un contatto canoro e
visivo. Dobbiamo trovargli al più presto una compagna, per avere di nuovo la
coppia. E vedremo se si riprodurranno o si faranno solo compagnia”.

