Ticino
Lupo, Zanetti: “Dove vi sono dei branchi problematici, questi andrebbero eliminati”
Redazione
31.05.2025 19:21

La presenza del grande predatore in Ticino è stata una delle questioni affrontate oggi in occasione dell’assemblea dell’Associazione Patriziale Ticinese. Il presidente: “Chiediamo di mettere in atto tutte le misure per poter continuare a operare come abbiamo fatto negli ultimi anni”.
L’alluvione in Vallemaggia, la presenza del lupo sugli
alpeggi, ma anche la frana che ha sepolto il villaggio di Blatten. Sono alcuni
dei temi toccati oggi all’assemblea dell’Associazione Patriziale Ticinese, che ha contato la presenza di oltre 250 persone tra invitati e delegati. E proprio
le immagini del villaggio vallesano sepolto da roccia, fango e ghiaccio non
potevano che essere ricordate in occasione dell’incontro odierno tenutosi a Olivone;
la Federazione elvetica dei patriziati sta infatti muovendo alcuni passi per la
zona disastrata e per la ricostruzione auspicata dal sindaco di Blatten, che è
anche presidente del relativo patriziato.
I danni in Vallemaggia
Ma questa mattina è stata ricordata anche la situazione
drammatica vissuta dagli enti della Vallemaggia la scorsa estate. Enti per i
quali i membri dell’associazione si sono mossi con aiuti, finanziari e non. “I
danni sono stati veramente ingenti, soprattutto in alcuni patriziati”, spiega a
Ticinonews il vicepresidente Athos Tami. “C’è stato sì il momento della messa in
sicurezza, ma adesso vi è quello della progettazione, e quindi di raccolta
fondi per ripristinare quanto era stato fatto prima”. Al momento, nello
specifico, “si sta anche aspettando la fase politica per poter avere gli aiuti necessari
a risanare ciò che è andato distrutto”.
Calamità naturali e cambiamento climatico
In Ticino, i patriziati si occupano dal 70% del
territorio cantonale. Un lavoro che, negli ultimi anni, è diventato sempre più
impegnativo. “Dobbiamo confrontarci con le calamità naturali e con il
cambiamento climatico, che favorisce tutto ciò che non dovrebbe succedere”, prosegue
Tami. “Anche l’avanzamento del bosco non aiuta. Ogni patriziato è quindi chiamato, di anno in anno, a intervenire
sempre di più per sanare o per prevenire qualche disastro”.
La questione del lupo
Alle difficoltà sopracitate si aggiunge la presenza del lupo, predatore
contro il quale gli alpeggi non sono sufficientemente tutelati, a detta
dell’associazione, che oggi ha approvato una risoluzione all’indirizzo del
Consiglio di Stato. “Visto che siamo proprietari della maggior parte degli
alpeggi ticinesi, abbiamo investito decine e decine di milioni per migliorarli
e renderli conformi alle normative cantonali”, rileva il presidente dell’ALPA
Tiziano Zanetti. “La presenza di questo predatore inficia il
lavoro fatto e la situazione è abbastanza grave attualmente. Chiediamo quindi di
mettere in atto tutte le misure per poter continuare a operare come abbiamo fatto negli ultimi anni”. Ad esempio “dove vi sono dei branchi problematici,
questi vanno eliminati. Punto. Come è stato fatto in altri cantoni”. Secondo ALPA, negli ultimi 12 anni circa una cinquantina
dei 145 alpeggi caricati a ovini e caprini sono stati abbandonati.

