Cinema
‘Mad Heidi’, il film svizzero che ha incendiato le polemiche
Redazione
06.12.2022 06:04

Foto: © Instagram madheidimovie
‘Mad Heid’, film uscito in questi giorni in Svizzera, ha suscitato reazioni negative per le sue scene ‘splatter’ e di violenza. “Troviamo un invito alla violenza gratuita”, ha detto il presidente della commissione dei film per giovani del Canton Ticino Maurizio Battiston.
Teste
mozzate, gole squarciate, torture inaudite. Il tutto sullo sfondo della bella e
ridente Svizzera, con una protagonista insolita e inattesa: la nostra cara
Heidi. La bambina della montagna nel frattempo è infatti diventata ragazza e guida la
rivolta contro un dittatore fascista. È questa, in breve, la
trama del film uscito in questi giorni in Ticino, ‘Mad Heidi’, una sorta di
commedia horror dei registi svizzeri Johannes Hartmann e Sandro Klopfstein, che
sta già facendo discutere per la sua brutalità e le scene di violenza ritenute
eccessive.
“Un invito alla violenza gratuita”
Ma
qual è la posizione di Maurizio Battiston, presidente della commissione dei
film per giovani del Cantone? “Io giudico in base a quelli che sono i criteri
della legge”, ha detto Battiston ai microfoni di Ticinonews. “Nel film troviamo
sicuramente un invito alla violenza gratuita e una serie di immagini che offendono
la dignità umana. E in particolare direi che le scene rappresentate, pur
essendo molto ‘splatter’, sono molto reali: il sangue, i brandelli di carne,
sono abbastanza scioccanti”.
Le reazioni Oltralpe
Nella
Svizzera interna, alcune categorie dei genitori sono già insorte: "Come si
può permettere un film così cruento e disumano? Lo troviamo disgustoso”, hanno
scritto. “Qua in Ticino non ho sentito ancora nessuna reazione, anche perché
come commissione film per i giovani abbiamo messo un limite di entrata ai
minori di 18 anni”, ha precisato Battiston.
La legge ticinese
La
scelta di portare a 18 anni il limite di entrata dimostra come in Ticino vi sia
una sensibilità diversa rispetto al resto del Paese. “La legge ticinese parla
di alcuni criteri, ritenuti da osservare, che sono la violenza, quello che
offende la dignità umana, ciò che invoglia a commettere reati, la pornografia,
il razzismo e la giustificazione e l’invito all’abuso delle sostanze”, ha
concluso Battiston.

