Tradizioni
Magnan, moleta e furnasèe. In viaggio tra gli antichi mestieri
Filippo Suessli
04.10.2025 06:50

Foto: © Ticinonews
Domenica a Lugano, il Gruppo costumi malcantonesi metterà in scena alcune professioni dimenticate, siamo andati a vedere come si preparano
Il magnan, lo stagnino, girava di villaggio in villaggio
a sistemare pentole e secchi. Proprio come il moleta, l’arrotino, ridava il
filo a coltelli e attrezzi. Il furnasèe, il fornaciaio, creava mattoni e coppi,
mentre il minatore schiariva la via nei cunicoli con la lampada a carburo. Mestieri
quasi dimenticati che un tempo erano la normalità, “basti pensare che nell’800
nel solo Malcantone c’erano qualcosa come 40 miniere attive”, racconta Martino
Molinari del Gruppo costumi malcantonesi. Un collettivo, nato negli anni 60 del
secolo scorso, che canta e balla in costume, soprattutto mettendo in scena la
Maggiolata e che da qualche anno rievoca le professioni di un tempo.
Tra musei e soffitte
Dopo gli spettacoli nel Malcantone, per la prima volta
questa rievocazione sbarca a Lugano durante la Festa d’autunno (domenica 5
ottobre alle 11:30 e alle 15:30 sotto al portico di Via Magatti 2). Una decina
i mestieri rappresentati. “Dopo ogni interpretazione del mestiere, segue il
canto dedicato a quell’attività”, spiega Molinari. Un lavoro che impone una
ricerca per poter arrivare allo spettacolo, ricerca di fonti, di attrezzi e di
costumi. “Abbiamo il sostegno del Museo del Malcantone, ma anche i nostri
figuranti portano tutti un’esperienza personale”.
Guardare e toccare
Non solo uno spettacolo, ma anche la possibilità di
toccare con mano alcuni strumenti. “Ogni bambino ma anche adulto che vuole metter
mano è ben accetto. Il gruppo CurioLino ha portato un piccolo telaio, per far
provare la tessitura, o abbiamo l’argilla originale delle Fornasette, con cui
si realizzavano i mattoni”.

