Ticino
Mancato pagamento dei premi cassa malati, “non criminalizziamo chi fatica”
Redazione
13.02.2024 16:13

Foto: © CdT/Chiara Zocchetti
Il Centro di Cadenazzo esprime preoccupazione per la richiesta fatta dal Cantone ai Comuni di denunciare tutte le persone che non pagano i premi malattia. "Quante persone realmente in difficoltà si ritroveranno a dover far fronte non solo ai debiti, ma anche ad una denuncia penale?”
Le modifiche legali decise dal Cantone che impongono ai
Comuni di denunciare penalmente chi non paga i premi di cassa malati e non
risponde alla richiesta di incontro formulata dagli uffici comunali,
preoccupano la Sezione del Centro di Cadenazzo, secondo cui per colpire i
“furbi” non vanno criminalizzate le molte persone che fanno fatica a tirare
fine mese. I premi di cassa malati “sono fuori controllo”, con aumenti annui “che
incidono sempre più sulla qualità di vita di troppe famiglie. Va fatta una ‘guerra’
alla povertà, non ai poveri”, si legge in un’interpellanza inoltrata al
Municipio cittadino.
“Combattere i furbi, non chi fa davvero fatica”
Il Cantone spende ogni anno milioni di franchi a causa di
chi non paga i premi di cassa malati; secondo i centristi di Cadenazzo, è
quindi naturale che siano svolti tutti i controlli necessari perché questi
soldi non vadano a coprire i “buchi” lasciati da dei “furbi” che potrebbero
pagare ma non lo fanno. In quest’ultima categoria rientrano “i falsi
nullatenenti che hanno tutto intestato a società, chi lavora in nero e fa finta
di non avere un impiego, chi sperpera il proprio salario e poi non paga imposte
e cassa malati”. Questi “furbi” “rappresentano però una minoranza che va
identificata e combattuta con i giusti strumenti, senza potenzialmente
criminalizzare tutti quelli che fanno davvero fatica ad arrivare a fine mese”.
I timori
Il Centro guarda dunque “con preoccupazione” alla richiesta
che il Cantone ha imposto ai Comuni di denunciare al Ministero pubblico tutte
le persone che non pagano i premi malattia e non si presentano quando convocati
ad un incontro. Il primo timore è di carattere umano: “quante persone realmente
in difficoltà si ritroveranno a dover far fronte non solo ai debiti, ma anche
ad una denuncia penale?” Una seconda paura è di ordine operativo e legata al
rischio di intasare la giustizia ticinese: “la Magistratura ha davvero tutte
queste risorse per gestire le numerose denunce che si troverà a ricevere?”
“Il dialogo tra cantone e Comuni deve migliorare”
Un’ultima preoccupazione è legata ai rapporti tra i due
livelli istituzionali: la modifica di normativa è stata decisa unilateralmente
dal Cantone, "imponendo ai Comuni un lavoro amministrativo extra" e “chiedendo
loro di fatto di assumerne anche i costi”. Per la Sezione del Centro di Cadenazzo questa “è purtroppo l’ennesima dimostrazione di come il dialogo tra i
due livelli istituzionali debba urgentemente migliorare”. Le soluzioni “vanno
preparate, discusse assieme e realizzate al meglio, non giocando allo scarica
barile”.
Le domande
Viene quindi chiesto al Municipio quali istruzioni ha
ricevuto da parte del Cantone in relazione alla modifica di prassi e di
legislazione per la gestione dei morosi di cassa malati e come l’Esecutivo valuta
l’impatto amministrativo per il Comune di Cadenazzo di questa nuova
impostazione. Gli interpellanti vogliono inoltre sapere come sarà indennizzato
il Comune da parte del Cantone per ogni procedura che giungerà a una denuncia, o
ad accertare una comprovata impossibilità di pagare gli scoperti di cassa
malati, o ancora alla soluzione degli scoperti. Infine, si domanda al Municipio
come valuta, dal profilo del principio, l’introduzione del sistema della
denuncia penale.

