Credit Suisse
"Meglio una sola grande banca che nessuna banca"
Andrea Ramani
24.05.2023 18:55

Foto: © Ticinonews
Insieme al già consigliere federale Pascal Couchepin analizziamo il salvataggio di Credit Suisse da parte del Consiglio federale. E sul futuro della Piazza finanziaria elvetica il politico vallesano mostra un certo ottimismo
Nel 2008, nel momento fin lì più
nero della piazza finanziaria svizzera, si trovava alla testa del Consiglio
federale. Fu lui ad annunciare il piano di salvataggio pubblico di UBS, gruppo
bancario travolto dalla crisi finanziaria. Martedì sera il già consigliere
federale PLR Pascal Couchepin è stato l’ospite d’onore della presentazione dell’ultimo
libro del giornalista Moreno Bernasconi “Come cambia la Svizzera”. A margine
dell’evento gli abbiamo chiesto un parere sulla gestione della crisi di Credit Suisse
da parte dell’attuale Consiglio federale.
Lei era presidente della
Confederazione in quei giorni difficili, sulla scorta di questa esperienza come
giudica l’operato del Consiglio federale?
Credo che le due situazioni siano
differenti. In qualche modo nel 2008 era più semplice. La crisi di UBS finì per
essere un successo: beninteso una crisi non è una cosa simpatica, ma non ci furono
conseguenze gravi. La Confederazione ne guadagnò così come la Banca nazionale e
UBS negli anni ha prosperato. Ora mi auguro che le soluzioni trovate dal
consiglio federale diano il medesimo risultato. Per il momento si può dire che
quello hanno fatto – a mio parere – è giusto, ma bisognerà vedere se sarà miglior
soluzione per il futuro.
Il Governo ha agito in ritardo?
In fondo già ad ottobre (con la presentazione dei risultati trimestrali e della
strategia per uscire dalla crisi) si conosceva la difficile situazione di Credit
Suisse
Alcuni lo dicono, ma io credo che
ora che c’è una commissione d’inchiesta discuteremo tutti questi elementi e se
sarà il caso vedremo se il consiglio federale ha agito in ritardo. Ma per ora
non sappiamo molto, bisognerà attendere le conclusioni della CPI.
In molti temono che i responsabili
restino impuniti. Andrà così?
Hanno ragione ad essere scandalizzati.
Anch’io sono scandalizzato nel vedere tutta questa serie di top manager, soprattutto
di Credit Suisse, che nel corso di questi ultimi anni hanno letteralmente
dilapidato le casse della banca. La commissione d’inchiesta ci dirà se questi
comportamenti sono ammissibili e come rispondere a quest’attitudine
irresponsabile.
Quale futuro vede per il futuro
della piazza finanziaria? UBS diventerà il famigerato mostro di cui si sente
parlare?
Meglio avere una grande banca che
nessuna banca. È chiaro che per me sarebbe meglio avere due grandi banche, ma
ormai le cose sono successe. Poi non è detto che Credit Suisse non riappaia
come proprietà di UBS, come un’unità indipendente. E poi sa, si dice che la
natura abbia il terrore del vuoto, e anche in ambito finanziario è possibile che
d’improvviso delle banche di cui non si parla molto crescano e in dieci anni si
abbia una grande banca e altre due banche importanti che possano rispondere
alle esigenze dell’industria e della popolazione svizzere.
Chiudiamo questo capitolo. Più in
generale come giudica l'azione dell'attuale Consiglio federale?
Mi rifiuto di commentare l’attività
del Consiglio federale. Domani (mercoledì, ndr) ho in programma un pranzo con i
consiglieri federali ed è possibile che io gli ponga delle domande, ma in
privato. Alla vigilia di un incontro mi rifiuto di esprimere giudizi, anche
positivi.
Bisogna però dire che rispetto a
quando lei sedeva in Consiglio federale certi problemi sono rimasti. Pensiamo
all’AVS o alla sanità. La Svizzera è cambiata ma i problemi sono rimasti gli
stessi..
Ma ci possono essere altri
problemi. Le leggi aumentano e limitano le libertà delle aziende e mi chiedo se
saremo capaci di garantire la prosperità economica. La Svizzera negli ultimi
50-70 anni è stata caratterizzata dal progresso economico, da quello sociale, ora
si prova anche in ambito ecologico, ma non bisogna dimenticare il progresso
economico. E le elezioni di ottobre ci diranno l’orientamento che il popolo
svizzero vorrà seguire e quale cammino il consiglio federale dovrà percorrere.
Ma ci saranno altri problemi rispetto a quelli che ha citato: e bisognerà affrontarli
come tutti gli altri paesi. Ma per me quello più importante riguarda i rapporti
con l’Europa.

