Ticino
Mercato di Locarno, "si introducano criteri selettivi per partecipare"
Redazione
20.05.2025 11:43

Foto: ©Chiara Zocchetti
È quanto chiedono in un'interpellanza i consiglieri comunali Stefano Lappe e Orlando Bianchetti (PLR), secondo cui in assenza di criteri e di un orientamento chiari, “è aumentata la presenza di espositori con articoli generici o poco curati".
Il Mercato settimanale di Locarno è finito al centro di un'interpellanza del Gruppo PLR in Consiglio comunale (primi firmatari Stefano Lappe e Orlando
Bianchetti). Il motivo? La sua gestione è stata affidata, negli scorsi anni,
all’Organizzazione Turistica Lago Maggiore e Valli (OTLMV), “con risultati che
hanno suscitato perplessità tra gli operatori e i cittadini”, scrivono gli
interpellanti. Già durante la scorsa legislatura, “il Municipio aveva
riconosciuto i limiti di tale impostazione, esprimendo la volontà di tornare a
una gestione diretta”. L’intento “era quello di restituire al mercato
un’identità più chiara, migliorarne l’attrattiva complessiva e valorizzare in
particolare la presenza di prodotti artigianali e locali”.
I correttivi introdotti
A tale scopo, il Municipio ha recentemente promosso vari
interventi, tra cui l’acquisto di 30 nuove bancarelle e due rimorchi, e la
revisione della struttura tariffale, sostituendo la tariffa forfettaria di 40.–/giorno
per gazebo da 9 m² (CHF 4.50/m²) con una nuova forchetta più equa e flessibile
compresa tra 2.– e 10.–/m²/giorno. Tuttavia, si legge ancora, “nonostante i
progressi compiuti permangono criticità rilevanti sotto il profilo qualitativo,
estetico e strategico”.
Le criticità rilevate
Il regolamento precedentemente in vigore “non contemplava
vincoli significativi sulla natura dei prodotti venduti, né definiva una chiara
vocazione del mercato”. In assenza di criteri e di un orientamento chiari, “è
aumentata la presenza di espositori con articoli generici o poco curati, a
scapito della qualità complessiva e dell’immagine degli operatori che
propongono prodotti genuini e legati al territorio”. Nella recente Ordinanza
municipale sui mercati, pur introducendo un inquadramento normativo generale, “non
è stato definito alcun posizionamento specifico per il mercato settimanale
generico”. A ciò “si aggiunge il fatto che, nonostante l’introduzione delle
nuove bancarelle, numerosi operatori continuano a servirsi di gazebi in
plastica bianca, di proprietà della Città, incoerenti con gli sforzi di
riqualificazione intrapresi”.
Le domande
Si chiede quindi al Municipio se intende estendere
progressivamente l’utilizzo delle nuove bancarelle a tutti gli espositori del
mercato settimanale, superando definitivamente l’impiego dei gazebi in
plastica, “al fine di garantire maggiore coerenza estetica e un miglior ordine
visivo complessivo”. Qualora alcuni operatori ritenessero indispensabili
strutture simili ai gazebi, e il Municipio valutasse tali richieste come
motivate, “non si ritiene opportuno – anche alla luce dell’investimento già
effettuato per le nuove bancarelle – affrontare parallelamente il tema dei
gazebi, prevedendone la sostituzione con soluzioni strutturali più armoniose e
coerenti con il contesto?”
"Non si ritiene opportuno definire criteri estetici uniformi?"
Gli interpellanti domandano anche all’Esecutivo se intende
adottare – o aggiornare – un’ordinanza specifica che definisca con chiarezza
l’identità e la vocazione del mercato settimanale, introducendo criteri
selettivi per la partecipazione degli espositori, ad esempio in base alla
provenienza, alla tipologia della merce, alla produzione locale o
all’autenticità artigianale. Il Municipio, si chiede ancora, “dispone di una
strategia o di un piano di comunicazione volto a rilanciare il mercato
settimanale come vetrina qualificata dell’economia locale e dell’artigianato?
In caso affermativo, quali sono le principali azioni previste e le relative
tempistiche di attuazione?" L'Esecutivo "non ritiene opportuno definire
criteri estetici e logistici uniformi per la valutazione preventiva di tutti
gli eventi pubblici organizzati sul territorio comunale, al fine di garantire
coerenza con gli standard di decoro urbano e qualità dello spazio pubblico?”

