Covid
"Mi auguro che venga introdotto il tampone per l’entrata in Svizzera”
Redazione
30.12.2022 06:08

Foto: ©Chiara Zocchetti
Il presidente dell’Ordine dei medici ticinesi Franco Denti auspica che il Governo svizzero introduca a breve i tamponi per l’entrata in Svizzera. “Bisogna mantenere alta l’attenzione”.
La decisione della Cina di
abbandonare la politica ‘Covid zero’ sta destando preoccupazione in
diversi Paesi. E c’è chi sta già reagendo. Nella vicina Italia, ad
esempio, all’aeroporto di Malpensa è stato riattivato il dispositivo per fare i
test rapidi, dato che negli scorsi giorni diversi passeggeri provenienti dal
Paese asiatico sono risultati positivi al coronavirus. La Confederazione, per
il momento, ha scelto invece di seguire una linea più ‘attendista’ e
attualmente non è prevista l’introduzione di misure sanitarie alle frontiere. Una
strategia che non sembra convincere il presidente dell’Ordine dei medici
ticinesi Franco Denti. “Quello che sta succedendo in Cina è abbastanza
inquietante”, commenta Denti ai microfoni di Ticinonews. “Nel nostro cantone ci
troviamo ‘sulla coda’ del Covid e una mole di contagi così vasta come quella paventata in
Cina può generare nuove varianti che magari sfuggono ai vaccini, per cui c’è una certa apprensione”.
“Sì ai test all’entrata in Svizzera”
Secondo Denti, il modo di agire dell’Italia “è sacrosanto. Inoltre, non vengono
semplicemente effettuati dei test, bensì si
sequenziano le strisce, andando alla ricerca di varianti”. Ogni volta che un virus si riproduce
“commette degli errori e questi sono le mutazioni. Con i numeri attuali, giganteschi, non si
può escludere la nascita di una nuova variante che, come detto, potrebbe eludere
i vaccini. Personalmente mi sento quindi di appoggiare l’ipotesi dei test per l’entrata
in Svizzera”.
“Evitiamo di fare un passo indietro”
Per il momento le sottovarianti registrate sembrano essere già conosciute alle nostre latitudini,
a differenza di quelle più aggressive di cui si parla in Cina. “Qui c'è un problema, perché il Paese
asiatico ha comunicato che non fornirà più informazioni in merito al Covid e siamo quindi noi a dover cercare di capire cosa succede”, precisa Denti. Ad oggi “sappiamo
che la variante Gryphon sta diventando predominante. Ripeto, si tratta di sequenziare e di comprendere se si è davanti sottovarianti di Omicron oppure a nuove. Noi
ticinesi abbiamo vissuto il 2020 e ce lo ricordiamo bene. Non vorrei fare un passo
indietro”. L’auspicio “è che la Confederazione introduca a breve il tampone per
l’entrata in Svizzera, in modo da poter capire cosa sta accadendo”.
“Mantenere alta l’attenzione”
L’ipotesi dei test all’entrata “non è la panacea di tutti i mali, ma è
comunque meglio rispetto al non fare nulla”. Grazie agli sforzi compiuti dalla
popolazione ticinese, svizzera ed europea “siamo giunti probabilmente alla coda
dell’epidemia di coronavirus, ma se dovesse comparire qualcosa di nuovo non so cosa potrebbe
accadere”. Nessun catastrofismo, “ma l’attenzione deve essere mantenuta alta”.

