Ticino
Morosi di cassa malati, la blacklist divide la politica
Redazione
26.06.2025 19:05

La possibilità di ripristinare una "lista nera" per chi non paga i premi, voluta dalla maggioranza della Commissione sanità e sicurezza sociale, non fa l'unanimità. Cedraschi (Plr): "Può servire come incentivo". Forini (Ps): "Non porta a una riduzione del numero di morosi".
Stralciare la blacklist dei morosi di cassa malati. Lo
chiedeva un’iniziativa parlamentare del socialista Ivo Durisch risalente al
2018. A non pagare i premi sono state circa 20mila persone in Ticino nel 2024,
ma la "lista nera" è stata sospesa all’inizio della pandemia. Ora una maggioranza
composta da Plr, Centro e Udc vorrebbe riattivarla. Il tema è stato oggi sul
tavolo della Commissione sanità e sicurezza sociale del Gran Consiglio. “Questa
blacklist può servire come incentivo per i morosi ‘seriali', quelli
che, malgrado abbiano la possibilità di pagare, non lo fanno", commenta ai microfoni di Ticinonews il relatore del rapporto di maggioranza Alessandro Cedraschi. "Ovviamente questo non
va a danneggiare chi fa fatica a coprire la spesa della cassa malati, in quanto questa
categoria è già tutelata". I morosi in Ticino "sono circa 19'000 e quelli che finiscono sulla blaklist sono veramente pochi". Addirittura "c'è chi si rifiuta di versare quanto dovuto. Ecco, queste persone devono
essere 'invogliate'. Non dico di ricorrere a delle minacce, ma magari il fatto di
finire su una 'lista nera' le spingerebbe a pagare". Come amministratore comunale "posso dire che tutti
coloro che abbiamo convocato in cancelleria e con cui abbiamo discusso e analizzato la situazione finanziaria, alla fine hanno versato il dovuto", conclude Cedraschi.
Forini: "Questa misura provocherebbe un aumento dei costi"
Contrarie alla reintroduzione della blacklist sono
sinistra e Lega. Secondo il relatore di minoranza Danilo Forini, la "lista nera" non porta a una riduzione del numero di morosi. Questi ultimi “nel 2019 erano 21'000 e oggi
sono circa 20'000. Il record a livello ticinese lo abbiamo avuto nel 2017, con la blacklist in azione, arrivando a toccare quota 22'000", afferma il deputato socialista. Il problema delle "liste nere" "è che nel calderone vengono messe anche persone che semplicemente
non possono pagare i premi, ad esempio perché non sono a conoscenza di riduzioni o
sussidi, o perché sono in una situazione sociale tale che non aprono più neanche la
posta di casa". A dirlo "non siamo noi del rapporto di minoranza, bensì il Consiglio
federale, il quale ha criticato aspramente questa misura". Inoltre "due importanti Commissioni
etiche nazionali sostengono che questa soluzione fa aumentare i
costi della salute, poiché una persona che soffre di una
malattia conica potrà essere curata solo quando sarà
molto grave". Quindi "vi ’è un problema etico, in quanto andiamo a colpire la salute
dei cittadini, ma anche sanitario, poiché i costi, quando il problema non viene
curato in anticipo, diventano troppo importanti”, termina Forini.

