UDC
“Nessuna autogestione nel sedime dell’ex Macello”
Redazione
18.01.2023 14:43

L’UDC Lugano risponde alla municipale socialista Cristina Zanini-Barzaghi in merito a una possibile riapertura parziale dell’ex Macello. “Difficile ipotizzare una convivenza con realtà che si credono al di sopra della legge”.
L’UDC
Lugano respinge sin d’ora qualsiasi ipotesi di un ritorno degli autogestiti
all’ex Macello. “Si tratta di un sedime all’interno di un quartiere densamente
popolato che ha già subito un ventennio di “autogestione irrispettosa” e che
non si merita affatto un loro ritorno sotto le loro finestre”, si legge in un
comunicato. Così la sezione di Lugano del partito democentrista replica alla
proposta avanzata dalla municipale socialista Zanini-Barzaghi la quale, in un’intervista
pubblicata oggi, affermava che una parte dell’ex Macello
si potrebbe già riaprire ora. “Si potrebbe provare a riaprire un dialogo con
una nuova modalità e concedere per qualche anno questi spazi per offrire qualcosa
di interessante che resta nel tempo”.
I dubbi dell’UDC
Sulla
scorta degli ultimi episodi, si legge ancora, “ci è difficile poter ipotizzare
una convivenza in città con simili realtà che si credono al di sopra della
legge e che non hanno il benché minimo rispetto della cittadinanza”.
L’alternativa
Attualmente
è in corso un progetto culturale alternativo sul sedime sterrato alla Gerra,
per il quale “ci risulta sia stata richiesta una regolare autorizzazione alla
Città e siano state date tutte le garanzie del rispetto della legge”. Pare
quindi che una frangia della scena culturale alternativa cittadina “sia più
incline al rispetto delle regole”. L’UDC trarrà in ogni caso le sue conclusioni
al termine del periodo di permanenza di questo progetto alla Gerra, ma annuncia
sin d’ora “che non avallerà mai l’insediamento di progetti di autogestione
nelle immediate vicinanze di zone residenziali, che richiedano finanziamenti e
senza regole di ingaggio chiare statuite in una Convenzione: rispetto della
legge, rispetto e dialogo con le autorità, rispetto per la cittadinanza”. La
Città di Lugano e i suoi cittadini “non devono nulla agli ex molinari. È ora di
smetterla di sentirsi in debito con loro”.

