L’iniziativa
“Neutralizzare l’aumento dei valori di stima immobiliare”
Redazione
24.10.2022 19:31

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Sedici esponenti dei quattro partiti borghesi ticinesi intendono evitare, tramite un’iniziativa, che le stime immobiliari possano raddoppiare.
Un’iniziativa
popolare per neutralizzare l’aumento dei valori di stima immobiliare che
dovrebbe entrare in vigore a partire dal 2025. È quella presentata oggi da un
comitato promotore interpartitico composto da 16 rappresentanti equamente
suddivisi tra Udc, Lega, Plr e Centro. Poiché le stime immobiliari potrebbero
tranquillamente raddoppiare, “si vogliono tutelare le cittadine e i cittadini
contro stravolgimenti del prelievo fiscale così come della concessione di aiuti
e sussidi”, si legge in un comunicato.
Di cosa si tratta
La legge prevede che, con effetto dal 2025, i
valori di stima di tutti gli immobili ticinesi dovranno essere rivisti. In
Ticino il valore ufficiale di un immobile si aggira mediamente attorno al 45% di
quello venale. È quindi probabile, si legge, "addirittura un raddoppio”.
"Avere una casa non significa essere ricchi"
Il deputato PLR Fabio Schnellmann a Ticinonews ha spiegato come con l'iniziativa si voglia "evitare che
ci sia uno sproporzionato aumento dei valori di stima immobiliare". Questo perché, secondo il granconsigliere, "spesso si
crede che colui che è proprietario di una casa sia un benestante, ma è sbagliato
perché magari ha ereditato la proprietà o ha costruito casa con tanti sacrifici”.
Il possibile impatto
La conseguenza più intuitiva sarebbe un raddoppio
delle imposte sulla sostanza dovute dai proprietari di casa. Non solo: “le
stime immobiliari sono rilevanti in almeno una ventina di altri ambiti, non
forzatamente fiscali”, come ad esempio le rette delle case per anziani, la
concessione di prestazioni complementari alla rendita Avs, l’ottenimento di
prestiti o borse di studio, l’ottenimento di sussidi per l’installazione di
pannelli solari e altro ancora. Nell’attuale situazione di difficoltà
economica, non da ultimo causata dalla passata pandemia, dalle tensioni
geopolitiche, dall’aumento dei costi dell’energia, il comitato di iniziativa
propone che si faccia sì una revisione generale delle stime “ma senza causare
automatici stravolgimenti fiscali e sociali”. La revisione “non deve essere la
scusa né per fare cassetta in modo facile né per annullare delle prestazioni
dello Stato nei confronti di vaste fasce della popolazione”.
Perché agire
Approssimazioni preliminari stimano che senza
misure compensatrici i contribuenti ticinesi potrebbero essere chiamati a
pagare “fino a 500 milioni di franchi all’anno in più, circa 280 al Cantone e 220
ai Comuni”. Questi prelievi fiscali “non sono sostenibili” e metterebbero in
ginocchio “sia il ceto medio che ha fatto sacrifici per raggiungere la
proprietà della propria casa, sia il ceto medio-basso che si vedrebbe aumentare
l’affitto”.
La proposta
Gli iniziativisti propongono di includere nella
Costituzione cantonale il principio della neutralità della revisione generale
ricorrente delle stime per quanto riguarda sia il prelievo di tributi sia la
concessione di prestazioni, aiuti e sussidi. Per riuscire nei loro intenti dovranno
raccogliere il sostegno di almeno 10'000 cittadine e cittadini svizzeri
domiciliati in Ticino entro il 3 febbraio 2023 per poter modificare la
Costituzione cantonale. I moduli di raccolta firme saranno disponibili a
partire da mercoledì 26 ottobre nelle cancellerie comunali, sul sito web
del Cantone, sui social media e nelle bancarelle di raccolta sparse sul
territorio.
Cosa accadrà
Se le firme necessarie saranno raccolte, il
testo verrà messo in votazione popolare. Il Gran Consiglio dovrà prima votare
la ricevibilità e potrà, se lo vorrà, proporre un testo alternativo. Se il
popolo ticinese approverà il nuovo articolo costituzionale, la revisione
generale delle stime verrà bloccata finché il Governo non avrà approvato le
necessarie modifiche di legge per neutralizzare gli effetti fiscali e sociali.

