Assemblea intersindacale
“No a una politica di contenimento della spesa che colpirà i servizi pubblici”
Redazione
23.10.2025 14:36

L'assemblea intersindacale chiede un cambio di rotta “che rimetta finalmente al centro le persone, il lavoro e la qualità dei servizi”, per scongiurare “uno smantellamento del servizio pubblico e del partenariato sociale”.
L’assemblea
intersindacale convocata dai sindacati OCST, VPOD e SIT, svoltasi ieri a Giubiasco,
ha
espresso “profonda contrarietà” alla continuazione di una politica di
contenimento della spesa “che colpirà duramente i servizi pubblici e parapubblici”.
In base ai diversi settori, il personale ha sottolineato come questo orientamento
comporta “un insostenibile deterioramento dei servizi fondamentali, un
ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro, un’erosione del potere
d’acquisto e un enorme danno alla popolazione del nostro cantone”.
Le rivendicazioni
Per
scongiurare “uno smantellamento del servizio pubblico e del partenariato
sociale”, è stato quindi richiesto un cambio di rotta “che rimetta finalmente
al centro le persone, il lavoro e la qualità dei servizi”. La risoluzione
approvata dall’assemblea ha dunque rivendicato, tra gli altri, un aumento del
finanziamento agli enti sociosanitari e socioeducativi, “per difendere le
condizioni di lavoro e la qualità delle cure, dell’accompagnamento e della
presa a carico”; delle misure per salvaguardare il potere d’acquisto, "aumentando i salari soprattutto per le fasce più basse"; e la rapida concretizzazione dell’adeguamento delle classi salariali nelle case anziani a
quelle dell’EOC.
I passi da intraprendere
L’assemblea ha inoltre deciso di pretendere a
breve un incontro con il Consiglio di Stato e la Commissione Gestione e
Finanze, in modo da perorare “preoccupazioni e rivendicazioni nel solco di un
autentico partenariato sociale”, nonché
di promuovere una giornata d’azione sui posti di lavoro e sul territorio
mercoledì 19 novembre, che tematizzi "i diversi settori colpiti dai tagli”. I sindacati intendono altresì proseguire la loro mobilitazione lanciando una manifestazione ampia, plurale e aperta ad altri attori sabato 29 novembre a Bellinzona.

