Ticino
“Non bisogna mai trascurare le situazioni di difficoltà”
Redazione
09.04.2023 10:21

Il Vescovo ad interim Alain de Raemy ha rivolto il consueto videomessaggio di Pasqua ai fedeli della Diocesi di Lugano. “La nostra fede ci porta a vivere nella fiducia ogni situazione”.
“La nostra
fede ci dice che la vita vince. Di ciò, ne abbiamo prova in natura: un albero
che era un tronco secco e sembrava esser morto, nel giro di qualche giorno è diventato
pieno di vita e di bellezza. La nostra fede nella Risurrezione è proprio
questa: la vita che vince, la vita che con l’amore di Dio vince”. Ha esordito
così Mons. Vescovo Alain de Raemy, amministratore apostolico, nel suo videomessaggio di Pasqua rivolto ai
fedeli della Diocesi di Lugano. Questa certezza, ha proseguito, “ci porta a
essere molto attenti e molto vicini a quello che sembra un tronco morto, a quello
che sembra non avere più speranza, a chiunque soffra. Perché il nostro
messaggio di fede ci dice che Dio cura la vita; non possiamo, quindi,
trascurarla. Dio porta la vita a pienezza, e questa pienezza tocca tutto, non
solo l’anima”.
“Mai trascurare le situazioni di difficoltà”
Secondo Mons. de Raemy, non abbiamo una fede di sopravvivenza, bensì una fede di
“super-vivenza”, ovvero di vita “in pienezza per l’anima e per il corpo che
sembra proiettato alla morte”. La nostra fede, allora, ci porta “a vivere nella
fiducia ogni situazione, sapendo che Dio porta tutto a compimento. E noi
sapendolo, avendo questa fede, dobbiamo curare – e mai trascurare – le
situazioni di difficoltà, le situazioni di morte, perché Dio porta tutto a
vita. In questa pienezza di fede, in questa pienezza di vita, vi auguro una
buona e santa Pasqua”, ha concluso nel suo messaggio.
L’impatto della pandemia e della guerra
Raggiunto ieri da Ticinonews, il Vescovo
ad interim ha anche sottolineato come la Pasqua sia un’occasione per ritrovarsi
in famiglia: “Un cristiano dovrebbe ricordarsi che con il termine ‘famiglia’ si
intende la ‘famiglia umana’. Non ci sono stranieri, tutti sono eletti di Dio”,
ha spiegato de Raemy, il quale ha altresì ricordato come, in questa festa,
non sia importante solamente radunarsi, ma anche “allargare la famiglia se
vediamo qualcuno che è nel bisogno”. In seguito alla pandemia e alla
guerra “le persone si sono chiuse in loro stesse per paura, perdendo così il
senso della comunità”.
Tradizioni ticinesi
In occasione della sua prima volta sul
territorio ticinese a Pasqua, negli scorsi giorni Alain de Raemy si è recato a
Mendrisio, dove ha potuto partecipare alle processioni storiche. “C’è un grande
rispetto e silenzio. La processione si ferma quando qualcuno fa fatica e
riprende quando tutti sono pronti. Rappresenta una società solidale”, ha
commentato. “È bellissimo vedere le varie tradizioni ticinesi e come viene dato
un significato alla Pasqua in modo diverso secondo le culture”.

