Ticino
“Non è stata una legislatura facile”
Redazione
31.12.2022 16:39

Foto: Immagine Ticinonews
Il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali traccia un bilancio della legislatura del Governo che si avvia verso la fine. “È stato un periodo segnato da alcune difficoltà”.
La fine dell’anno rappresenta il momento ideale per stilare
dei bilanci, anche dal punto di vista politico. Per questo motivo, Ticinonews
ha raggiunto il presidente del Consiglio di Stato Claudio Zali il quale, dopo
due anni contraddistinti dalla pandemia, ha presieduto un Governo che si è confrontato
soprattutto con questioni finanziarie, dall’inflazione ai complicati compiti
dello Stato.
Sarà un altro anno complicato per i ticinesi. Vede
difficoltà economiche pesanti per la popolazione?
“Mi auguro vivamente di no. Ora i datori di lavoro
dovrebbero trovare in qualche modo degli accordi per compensare nella maggior misura
possibile questa perdita di potere d’acquisto. Lo Stato e il parastato hanno
dato l’esempio in questo senso ed è stato previsto per i dipendenti del Cantone
un rincaro del 2,5%, che avrà poi ripercussioni anche su tutto il parastato e
quindi su una buona fetta di lavoratori. Anche l’economia privata sembra andare
in questa direzione: i contratti collettivi di lavoro vengono adeguati prevedendo
il rincaro e questo è importante per mantenere il livello di benessere della popolazione”.
Come può invece lo Stato aiutare i cittadini ad avere
fiducia nel futuro e non solo timori?
“È una domanda non semplice. Lo Stato ha dimostrato di
esserci nei momenti difficili per i propri cittadini, di essere di sostegno e
di intervenire. Penso ad esempio alle misure economiche per fronteggiare la pandemia.
Il messaggio è che sicuramente il Cantone e la Confederazione non abbandonano i
propri cittadini, a maggior ragione quelli in difficoltà”.
Dal punto di vista dei conti avrete delle questioni complesse
da affrontare: il preventivo è stato abbastanza difficoltoso, i soldi della Banca
Nazionale verosimilmente non ci saranno e i cittadini hanno approvato il
decreto Morisoli. Insomma, far quadrare i conti dello Stato è un compito sempre
più difficile…
“Sappiamo già da qualche anno che la tendenza non va al
miglioramento delle finanze. Dopo la manovra del 2016 abbiamo avuto il ‘torto’,
diciamo così, di acquisire nuovi compiti e di riprenderne di precedenti (in
favore dei cittadini). Ora la mancanza di questa entrata importante crea uno squilibrio;
stavamo effettuando un percorso di rientro così come programmato, senza fare
stravolgimenti, senza togliere l’indispensabile. Chiaramente, mancando questi
soldi straordinari in una maniera abbastanza imprevista, nel percorso
successivo la strada si farà più in pendenza”.
Ci avviciniamo alla fine della legislatura. Che bilancio
può trarne?
“Una legislatura senz’altro segnata da alcune difficoltà, a
cominciare dalla pandemia, che ha colpito duramente e ha richiesto un modo di
agire che non conoscevamo. Abbiamo dovuto reagire a un’emergenza di tipo
medico-sanitario che nessuno di noi in Consiglio di Stato era pronto a
fronteggiare, appoggiandoci al parere degli esperti, i quali non sempre erano
concordi nel dare delle indicazioni. Non dico sia stato un momento di
smarrimento, ma un periodo difficile sicuramente. Credo comunque che le
istituzioni e la popolazione abbiano reagito bene. Successivamente, neanche il
tempo di dichiarare finita la pandemia, ed è scoppiato un conflitto in Europa. Una
situazione brutta, che ancora oggi deve preoccupare. Non si è più parlato nelle
ultime settimane di una possibile escalation del conflitto, ma è una situazione,
ripeto, davvero grave, la quale ha poi originato questa ondata di rincari,
questa fiammata inflazionistica, probabilmente anche di tipo speculativo, che mette
in difficoltà. In definitiva, una legislatura non facile: credo che quando la
riprenderemo e la guarderemo con un po’ più di distanza, magari tra una decina
d’anni, diremo: ‘sì, è stato un periodo difficile’”.
Fra pochissimi mesi si andrà la voto, siamo in piena
campagna elettorale. Quanto è complicato continuare a portare avanti il lavoro
del Governo e dover comunque rispondere al popolo, doversi far rieleggere?
“Il lavoro del Governo evidentemente prosegue. In questo
momento i grandi progetti non hanno più tempo e spazio di approdare in Gran Consiglio.
Non dico che ci troviamo in un ‘semestre bianco’ come si usa dire in altri Paesi,
però è evidente che ora ci si concentra sul prossimo appuntamento elettorale.
Il Governo continuerà a lavorare come fatto finora. Probabilmente i messaggi che
licenzierà saranno poi tema di studio e di lavoro per il nuovo Parlamento. Abbiamo
avuto i Mondiali di calcio, le feste di Natale, e nei prossimi mesi ci concentreremo
sulla campagna elettorale (sorride, ndr)”.

