Il bilancio
“Non ricommetterei qualche incertezza, ma serve tempo per imparare”
Teleticino
14.09.2022 19:04

Foto: ©Gabriele Putzu
Da nove mesi Ignazio Cassis è il presidente della Confederazione Ignazio Cassis. Come ha trascorso il consigliere federale questo primo periodo? Ticinonews lo ha intervistato in occasione dei festeggiamenti odierni avvenuti a Lugano.
Come ha vissuto questa giornata di festa?
C’è tanta
fierezza, tanta gioia nei cuori e tanta voglia di vivere questa festa. Forse
questo a causa delle tante crisi che stiamo vivendo.
Di cosa è fiero? E cosa non rifarebbe?
Non dimentichiamo
che siamo partiti in piena pandemia. In gennaio gli ospedali erano pieni e si
gridava allo scandalo. Non lo ricordiamo più perché il tempo ci sfugge, va così
veloce che è arrivata una guerra e ha scacciato una pandemia. Ma la crisi
sanitaria non ci ha definitivamente lasciato e qualcosa si vedrà anche il
prossimo autunno. Cosa rifarei? La conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina
a Lugano, perché è stato un momento di gioia, di aiuto e di appartenenza alla
solidarietà internazionale. Ho sentito forte questo, anche grazia alla presenza
di 40 paesi e di una ventina di organizzazione internazionali. Cosa non rifarei?
Qualche esitazione. Qualche momento di incertezza lo si potrebbe eliminare con
più esperienza, ma questa è la vita e impariamo vivendo.
Per quanto riguarda il concetto di neutralità le discussioni sono aperte. È rimasto male per la decisione della scorsa settimana del Consiglio federale? Ricordiamo che il governo federale, malgrado si sia allineato con l’Ue per quanto riguarda le sanzioni alla Russia, ha affermato che “la politica di neutralità svizzera continua ad essere valida.”
Secondo me siamo
in un momento storico in cui è giusto fare una riflessione approfondita sul
tema neutralità ed evolvere anche nella nostra politica in questo ambito. Ho permesso
al Consiglio federale di fare questa riflessione. La conclusione è che il
governo non intende fare dei cambiamenti, ma vuole restare dov’è. Lo accetto,
anche se non corrisponde alla mia proposta. Insieme siamo giunti alla conclusione
che, in questo momento, la maggior parte del Consiglio federale ritiene questa
decisione la più opportuna per la Svizzera.
Cosa si sente di dire alla popolazione vista l’inflazione e la crisi energetica?
Credo che l’epoca
di un viaggio in solitaria della Svizzera sia finita. In Consiglio federale
abbiamo deciso di avere più cooperazione con la Nato e l’UE, senza però toccare
il concetto di neutralità. Era quello che dicevo, bisogna andare verso questa
direzione. La realtà è che siamo in questo continente, nel cuore dell’Europa, e
qui dobbiamo far fronte alle sfide del mondo.

