Criptovalute
Numeri “oltre le aspettative” per ‘Plan B’ a Lugano
Redazione
11.01.2023 08:00

Foto: © Shutterstock / Ticinonews
A quasi un anno dal lancio del discusso ‘Plan B’ a Lugano, le cifre sono più che positive. Il sindaco Foletti: “Uno dei punti principali sui quali ho insistito è quello dell’istruzione”.
Che cos’hanno in comune un negozio di
giocattoli, una gioielleria, un takeaway e una sala da gioco? Tutti accettano
le criptovalute. Sono 132, in totale, i commerci e i servizi affiliati al
sistema di pagamento sviluppato a Lugano e distribuito in città a partire da
ottobre. Una dozzina invece le società attive nel ramo che negli ultimi mesi si
sono trasferite sulle rive del Ceresio. Numeri che a quasi un anno dal lancio
del tanto discusso ‘Plan B’ vanno oltre le aspettative del sindaco, Michele Foletti.
“I dati di queste società ci dicono: ‘siamo consapevoli che a Lugano paghiamo
più imposte rispetto a Zugo, ma qui troviamo l’ambiente e le soluzioni migliori
per poter sviluppare le nostre società’, e io credo che questo sia già un bel
successo””, spiega Foletti ai microfoni di Ticinonews. E a proposito di imposte,
“spero che si possano pagare le tasse in bitcoin con l’emissione dei prossimi
acconti di imposta attorno al mese di aprile”.
“Qualche rischio c’è, occorre vigilare come abbiamo fatto”
Nonostante i dubbi sollevati di recente in
consiglio comunale sulla scelta di puntare su un settore agli occhi di molti
criptico e insidioso, Foletti, forte dei numeri incassati sinora, guarda già
alle prospettive future. Il tema sarà comunque affrontato dal Legislativo a
inizio febbraio su spinta del socialista Raoul Ghisletta, che in una presa di
posizione scritta non esita a parlare di ‘finanza da far west’. “Qualche
rischio certamente c’è”, ammette Foletti. “È necessario vigilare, essere
attenti e trovare i giusti partner, cosa che noi pensiamo di aver fatto. Bisogna
anche sfatare un mito: oggi il sistema migliore per riciclare soldi è
utilizzare i vecchi franchi, euro e dollari”. La Fedpol, addirittura, “indica che
il mondo dei blockchain e delle criptovalute potrebbe permettere di scovare le organizzazioni
criminali, proprio perché la tecnologia blockchain consente di tracciare ogni movimento
di ciascuna criptovaluta”.
Le potenzialità della tecnologia blockchain
In effetti nel 2021 i traffici illeciti in
criptovalute ammonterebbero allo 0.15% delle transazioni totali. Cifre
verosimilmente non definitive, si puntualizza nell’analisi, di fronte a un
settore nuovo e in evoluzione che richiede anche mezzi aggiornati da parte
delle forze dell’ordine. C’è poi da considerare la volatilità delle monete
virtuali. I timori, insomma, sono leciti. La risposta, per Foletti, è la
conoscenza. “Uno dei punti principali sui quali ho insistito è quello dell’istruzione,
dell’educazione”. Quest’estate, nel mese di luglio, “siamo riusciti a
organizzare la Summer School del Plan B, alla quale abbiamo avuto 90 partecipanti
provenienti da 29 Paesi differenti”. Questo “ci ha permesso anche di capire l’interesse
che c’è da parte dei giovani verso questa nuova tecnologia blockchain,
utilizzata per le monete digitali, ma non solo: permette infatti anche di
rendere non violabili determinate operazioni”. Un esempio concreto? Nell’industria
dell’aeronautica, per evitare che qualcuno compri dei pezzi di ricambio falsi o
d’occasione, “questi vengono certificati grazie alla tecnologia blockchain, ed
è su questo che ci stiamo concentrando”, termina Foletti.

