Ticino
Ospedali: “La pianificazione nazionale non è la soluzione”
Redazione
27.09.2023 19:33

Continuano le prese di posizione e le proposte per contenere i costi della salute. Ticinonews ha raccolto le reazioni in proposito dei nosocomi ticinesi.
Un’iniziativa per
passare il testimone dai Cantoni, responsabili della pianificazione
ospedaliera, alla Confederazione. È la proposta riportata oggi dai giornali
d’oltre Gottardo a seguito della nuova stangata dei premi di cassa malati
annunciata ieri per il 2024. “La Svizzera si permette ospedali troppo costosi e
superflui e la responsabilità è dei Cantoni”, ha dichiarato il presidente di
Santésuisse Martin Landolt. Una dichiarazione che si può tradurre così: se i
costi della salute, e con loro i premi, continuano ad aumentare, il motivo è
anche un’offerta stazionaria eccessiva presente sul territorio. Una proposta,
quella sopracitata, che per i direttori della clinica Moncucco Christian
Camponovo, e dell’EOC Glauco Martinetti, va condivisa solo in parte. “Io non penso
che allontanandosi dal territorio si ottengano risultati più performanti. Ritengo
che queste responsabilità e questi compiti siano da suddividere in modo
migliore”, afferma Camponovo. Secondo Martinetti “Landolt ha in parte regione
quando dice che dobbiamo organizzarci meglio a livello federale e cantonale. Ma
questi sono i limiti della nostra democrazia”.
Camponovo: “Più prestazioni chiediamo, più questo genererà dei costi”
È inevitabile che la
politica venga coinvolta nel discorso: da anni in Ticino si rincorre il giusto
equilibrio tra concentrazione delle specialità e cure di base capillari.
Accontentare tutti sembra impossibile. Lo si è visto anche di recente con le
proposte per gli ospedali di valle. “È evidente che più prestazioni chiediamo,
più questo genererà dei costi”, spiega Martinetti. “E se ad ogni minima mossa
per diminuire i costi la risposta della politica è: ‘non siamo d’accordo’, è ovvio
che da qualche parte il sistema si scontra”. C’è poi chi ha invocato riforme
totali. Dal canto suo Camponovo ventila l’ipotesi di rivedere il numero di
prestazioni della Lamal.
Martinetti: “Qualcuno avrà guadagnato. E non è l’EOC”
Su un punto entrambi
i direttori non transigono: i premi non aumentano per colpa degli ospedali in
sé. “Io recentemente ho visto con una certa preoccupazione uno studio dove si
evidenziava come gli svizzeri si sentano in uno stato di salute nettamente peggiore
rispetto a quello che era solo due anni fa”, analizza Camponovo. Questo “genera
dei costi che poi alla fine vanno pagati”. Per concludere, Martinetti presume che
“qualcuno avrà guadagnato qualcosa e quel qualcuno non è l’Ente Ospedaliero
cantonale, il quale, anzi, nella situazione con 20 milioni in più di costi e
zero aumenti a livello di entrate, deve fare i salti mortali e stringere i denti
per capire dove sia ancora possibile risparmiare qualcosa”.

