Sanità
Ospedali uniti contro le cyberminacce, Marazza: "I dati dei pazienti possono essere un target"
Redazione
29.08.2025 10:19

Il Capo Servizio Analytics, Research & Communication EOC illustra le peculiarità del neonato centro nazionale dedicato alla cybersicurezza nel settore sanitario. "La piattaforma consentirà lo scambio di documentazione".
Gli ospedali finiscono sempre più spesso nel
mirino della cybercriminalità. Proprio per questo, ieri in Svizzera è nato il
primo centro nazionale di cybersicurezza, fondato da 18 ospedali, tra cui l’EOC e
il gruppo Moncucco. Tra i membri fondatori dell’associazione c’è Michele
Marazza, Capo Servizio Analytics, Research & Communication EOC. “Avremo la definizione di una piattaforma di
interscambio di documentazione e di situazioni negative”, spiega Marazza a Ticinonews. Uno scambio di informazioni che funzionerà anche come
un sistema di allerta precoce. Ma perché gli ospedali fanno gola ai criminali
informatici? “I dati sensibili dei pazienti possono essere un target per richiedere un riscatto", risponde Marazza.
Il phising
L’attacco informatico più frequente verso
gli ospedali è il phishing, ovvero “cercare
di inserirsi nel sistema attraverso delle email, con dei link che creano poi delle situazioni
malevole e vanno a crittografare dei dati", prosegue Marazza. "Ci sono
tutta una serie di attività per impedire che ciò accada, tra
cui dei sistemi antispam e, soprattutto, la formazione dei
collaboratori per riconoscere queste tipologie di mail ed evitare che vengano
aperte”. Un sistema di prevenzione che dal primo
settembre verrà potenziato ma che finora, viene precisato, ha già dato i suoi frutti: “Abbiamo
ricevuto delle situazioni di phishing, che sono state controllate ed evitate”, conclude Marazza.

