Abbattimento Lupo
“Peccato non aver potuto abbattere il lupo pericoloso”
Redazione
01.12.2022 19:12

Il direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali commenta la notizia del giovane lupo abbattuto in Valle di Blenio. “Con tanti ordini di abbattimento era fatale che potesse succedere”. Le associazioni ambientaliste: “Deve fare tutto parte di una strategia”.
È
notizia di oggi: un giovane lupo è stato abbattuto in territorio di Aquila lunedì
sera attorno alle 21.30 a seguito dell’autorizzazione rilasciata dall’Ufficio
federale dell’ambiente (UFAM) lo scorso 23 novembre per la regolamentazione del
branco del comprensorio della Valle di Blenio. “È il primo ordine di
abbattimento che porta a un risultato”, commenta il direttore del Dipartimento
del territorio Claudio Zali ai microfoni di Ticinonews. “La popolazione di lupi
è aumentata e con tanti ordini di abbattimento era fatale che potesse succedere”.
Il quarto branco
Ed è successo in Valle
di Blenio, dove da mesi allevatori e abitanti si rivolgono alle autorità
preoccupati, anche documentando la presenza del lupo, accertata da un numero
sempre più elevato di avvistamenti e predazioni. E dove, a inizio mese, le
fototrappole dell’Ufficio caccia e pesca hanno immortalato la presenza di
cuccioli. In altre parole, tra quei boschi si è costituito un branco, il quarto
in Ticino. Da qui l’autorizzazione da parte dell’Ufficio federale dell’ambiente
alla sua regolazione, neanche una settimana fa, in conformità con gli articoli
4 e 4bis dell’Ordinanza sulla caccia.
“Questione anche di fortuna”
Secondo Zali, il
risultato ottenuto è dipeso anche dalla fortuna. “Nel primo caso di ordine
d’abbattimento, in Onsernone, investimmo più di mille ore senza arrivare a un
risultato, questa volta è andata diversamente”, spiega Zali. L’abbattimento, lo
ricordiamo, è avvenuto a un centinaio di metri da una stalla dove si trovavano
degli animali da reddito. Anche questa era una delle condizioni previste
dall’ordine federale: che avvenisse in prossimità di animali e che fosse
presente almeno un altro animale del branco.
La reazione delle associazioni ambientaliste
Ma come hanno reagito alla
notizia le associazioni ambientaliste? “Di base WWF e Pronatura non sono
contrari all’abbattimento di lupi problematici”, afferma la portavoce Silvia
Gandolla. “Ciò è compreso nel regolamento in vigore. Deve fare tutto parte di una
strategia che comprenda la regolazione, un maggior sostegno agli agricoltori
per mettere in opera le protezioni, anche da parte della popolazione”.
Decreti che si sovrappongono?
È stato abbattuto un
cucciolo nonostante si sappia che la predazione è stata causata da un esemplare
adulto “grande, grosso e sfrontato”, riprende Zali. “Non soddisfa il fatto di
non poter abbattere questo capo pericoloso”. Il capo a cui il consigliere di
Stato fa riferimento è M187, che ha predato anche tre vitelli. Proprio contro
di lui il Governo ticinese aveva emanato un ordine di abbattimento lo scorso 28
ottobre, prima di accertare la presenza di cuccioli in valle. Contattato da
Ticinonews, l’UFAM ci ha fatto sapere che tale ordine, formalmente ancora in
vigore in Ticino in attesa delle analisi del Dna, è stato sostituito dalla
decisione di regolare il branco. “Non sappiamo ancora se i due decreti siano
incompatibili: l’ordine prevedeva l’abbattimento di un esemplare adulto autore
della predazione dei due bovini, l’ordine federale però ci impone di tutelare i
genitori del branco. L’esame del Dna dimostrerà se i due ordini sono
compatibili o no”, termina Zali.
“Chiarezza nelle decisioni”
Per Gandolla, il
decreto precedente andrebbe subito sospeso. “Questo lupo adulto è stato visto,
ripreso, documentato geneticamente per mesi e mesi. Difficilmente non è
imparentato con dei cuccioli nello stesso territorio”. Se fosse stato un esemplare
di passaggio “sarebbe stato mandato via”. L’auspicio adesso “è che vi sia
chiarezza in tutto quello che viene fatto e nelle decisioni che vengono prese”,
conclude Gandolla.

