Calcio
“Per il Chiasso non sarà semplice ripartire”
Redazione
21.11.2022 19:23

Il futuro della società calcistica dipende dal pretore, ma l'ambiente ha voglia di continuare ed è anche disposto a partire dalla quinta lega. Il coordinatore del settore giovanile: "Bisogna avere un progetto chiaro e tenere in vita il club".
“È un momento brutto per il Chiasso, ma c'è sempre una piccola fiammella che è accesa con la speranza che non si spenga. Sennò cade tutto.
117 anni che vanno un po’ a morire.” Sono le parole che Angelo Fraschini, tifoso
del club rossoblu che ora rischia il fallimento, ha rilasciato a Ticinonews. Oltre
un secolo di storia che vale -stando ad alcune voci che circolano nell’ambiente-
all’incirca un milione di franchi. A tanto, infatti, ammonterebbe il debito
contratto dalla società calcistica. Se nessuno dovesse risanare i conti e
rilanciare il club, le maglie rossoblu riprenderebbero dalla quinta lega. Anche
in questo caso Fraschini non ha dubbi e sosterrà la squadra: “ho detto che se
si ricominciasse dalla quinta lega, verrò a fare il segnalinea durante le partite in
casa.”
“Sarà il pretore a decidere”
La situazione del FC Chiasso è precaria e le prospettive future
sono poco chiare. “Tutti i libri contabili sono arrivati al pretore e sarà lui
a decidere i tempi e le possibilità di salvezza”, ha detto Otto Stephani,
coordinatore del settore giovanile e unica voce ufficiale del club che ha voluto
parlare in merito alla situazione finanziaria. Alcune voci parlano di finanziatori
in arrivo, ma su questo Stephani è chiaro: “Non so nulla. È inutile fare
progetti fantasiosi ora. Lasciamo il tempo al tempo. Se c’è qualcuno, questa
persona si farà viva.”
Le prospettive
“C’è qualche strada da percorrere per salvare la società”, spiega
Stephani. “Tra queste c’è la possibilità di scendere in quinta lega, ma in
questo caso bisogna trovare delle società pronte a investire o regalare la
categoria. Si tratterebbe quindi di una fusione. Queste cose però non si
decidono improvvisamente. Bisogna avere un progetto in chiaro. Bisogna
assolutamente tenere in vita il club. I 117 anni di sport lo dimostrano.
Abbiamo molti personaggi che sono passati da qui e che hanno fatto la storia
del territorio.”

