Cinema
"Per salvare le sale cinematografiche servono soluzioni alternative"
Redazione
08.02.2023 18:12

Foto: © Zocchetti / Ticinonews
Parole di Roberto Pomari, direttore del PalaCinema di Locarno che a giugno lascerà le redini a un nuovo direttore. "La sala dovrà cambiare l’offerta: non sarà più sufficiente offrire per un biglietto una poltrona, uno schermo e un secchiello di pop-corn".
“Il mio compito non è mai stato quello di assumere la guida di una serie
di interventi che portassero poi alla costruzione di attività del PalaCinema”, ci
ha spiegato il direttore Roberto Pomari, “ma quella di assicurare che il Cinema
rispondesse alla sua vocazione iniziale: quella di essere un punto di
accoglienza, integrazione e competenze relative al cinema e all’audiovisivo a livello
cantonale”. E così, a cinque anni dall’inaugurazione, il PalaCinema di Locarno
si prepara ad entrare nella fase della maturità. Un cammino che sarà affidato
ad un nuovo direttore, col passaggio di Pomari al beneficio della pensione. Una
figura a tempo pieno a cui sarà affidato il compito di far conoscere e attirare
pubblico e professionisti verso la casa del cinema.
“Si vuole rafforzare il posizionamento nel quadro culturale”
“Vogliamo una crescita della PalaCinema SA di Locarno rafforzando il
posizionamento nel quadro culturale cantonale e nazionale”, dice Alain
Scherrer, vicepresidente di PalaCinema SA. Questo dando contemporaneamente un
ulteriore slancio “al suo scopo di centro culturale e di competenze dell’audiovisivo”.
Un settore che vive una situazione paradossale, con volumi d’investimenti senza
precedenti, ma con scarsi risultati nelle sale che vanno a profitto delle
piattaforme. Affermare che oggi, al di fuori dei Blockbuster, le sale arrancano
non è quindi così sbagliato.
Segnali preoccupanti per i cinema
“Sono tre i film che nel corso dell’annata 2022-23 hanno superato la
soglia di incasso di un miliardo di dollari a livello globale: Avatar 2, Top
Gun: Maverick e Jurassic World – Il Domino”, ci ha spiegato ancora Pomari. Tre film nati
da pellicole precedenti, quindi “non c’è stato alcuno sforzo di ricerca innovativa
sui contenuti, ma solo sulle tecnologie o con l’aggiornamento di storylines
preesistenti. E questo è già un segnale preoccupante”. Tre lungometraggi che hanno
costituito degli eventi che sono stati ben accolti dal box office, “ma con
queste situazioni denominate ‘tent poles’ noi non salveremo le sale”. Per poterle
salvare non sono sufficienti questi pochi film all’anno: “le sale devono poter contare
su un introito regolare e questi picchi non permettono di coprire i costi
generati dalla gestione e dall’esercizio di una sala cinematografica”.
“Servono soluzioni alternative”
La scorsa settimana a Zurigo “hanno chiuso definitivamente due cinema
storici". A detta di Pomari, per evitare la chiusura di altre sale sono
necessarie soluzioni alternative. Ma quali? “La sala dovrà cambiare l’offerta:
non sarà più sufficiente offrire per un biglietto una poltrona, uno schermo e
un secchiello di pop-corn: bisognerà andare oltre e creare un evento che metta
lo spettatore in contatto con i contenuti del film”. Eventi speciali, rassegne
o iniziative: sono questi gli elementi su cui deve orientarsi il cinema se vuole
mantenere vive le sue sale, “altrimenti prevedo un declino progressivo nei
prossimi anni”.
“Bastano pochi mezzi per fare cinema”
Un futuro degno di un film di Roland Emmerich, certo un monito per i
gestori di sale, che dovranno saper interpretare lo spirito del tempo. In
questi ultimi 5 anni Locarno si è affidata a Roberto Pomari a cui chiediamo
quale film guarderebbe nelle sale del Palacinema prima di congedarsi il
prossimo giugno. “C’era una volta il West di Sergio Leone: un film fantastico ed
esempio magistrale di come si possa fare del cinema con pochi mezzi e realizzare
un capolavoro”.

