Ticino
Petizione sindacale contro i tagli: “Oltre 6'800 firme per cambiare rotta”
Redazione
15.12.2025 15:23

OCST, VPOD e SIT chiedono un rilancio degli investimenti nei servizi essenziali, la difesa del potere d’acquisto del personale e la “piena valorizzazione” del partenariato sociale e della dignità del lavoro.
È
stato depositata oggi, in occasione dell’apertura della sessione di Gran
Consiglio dedicata al preventivo 2026, la petizione ‘‘Misure di risparmio: è
ora di cambiare rotta!’’ lanciata dai Sindacati OCST, VPOD e SIT. Grazie alla
sottoscrizione di oltre 6'800 persone tra dipendenti, utenti e cittadini, la consegna “ha rappresentato un ulteriore momento che ha
permesso di accrescere la pressione sul Governo e sul Parlamento”, si legge in un comunicato. I sindacati
rimarcano infatti che i tagli lineari intrapresi negli ultimi anni, di fronte a
bisogni della popolazione e carichi di lavoro in aumento, “stanno ormai
progressivamente minando le condizioni di lavoro, gli attuali volumi
occupazionali e la qualità della presa a carico di diversi settori come case
anziani, scuole, centri per disabili e per minorenni, uffici, ospedali, servizi
di assistenza e cura a domicilio”.
Le rivendicazioni
La
petizione chiede la fine dei tagli generalizzati, accompagnata da un’azione “che
rimetta al centro le persone”; un rilancio degli investimenti nei servizi
essenziali; la difesa del potere d’acquisto del personale; la “piena
valorizzazione” del partenariato sociale e della dignità del lavoro. Allo
stesso tempo, viene espressa una “chiara opposizione” a ulteriori sacrifici a
discapito delle persone più in difficoltà e di chi garantisce cure, istruzione
e sostegno. Alla
luce del preventivo 2026 e dell’attuale clima politico cantonale, la petizione
intende rappresentare “un chiaro argine contro i tagli nei servizi pubblici e
parapubblici paventati all’orizzonte”. I sindacati ritengono quindi urgente che
le preoccupazioni dei firmatari vengano ascoltate e che, finalmente, “vengano
adottate decisioni concrete per invertire la rotta del Cantone”.

